Il porto di Trieste diventa strategico nel progetto del Governo

La visita di Michele Geraci, Sottosegretario allo Sviluppo Economico e di Edoardo Rixi, Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti ha evidenziato l'interesse dell'Esecutivo nello scalo portuale triestino. "Dobbiamo riattivare la funzione che Trieste aveva un tempo"

Scommettere sul cavallo giusto. Potrebbe essere questa la figura retorica emersa a margine della conferenza stampa di questa mattina, che ha visto i rappresentanti del Governo in visita al porto di Trieste. Nella sala della torre del Lloyd erano presenti il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Michele Geraci, il Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi e il Presidente dell’Autorità Portuale Zeno D’Agostino. In sostituzione del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia era presente l'Assessore Pierpaolo Roberti. 

"Trieste, la posizione strategica"

“Trieste e il nordest Adriatico – ha affermato Geraci - offre tantissime opportunità di sviluppo e la cooperazione con partner stranieri, vista anche la posizione strategica a ridosso della frontiera. L’Adriatico e in particolare Trieste ha una posizione strategica, che manifesta punti di forza in aggiunta alle caratteristiche che il porto stesso possiede e, in ultimo, alle opportunità commerciali che questa zona può avere. Tutto ciò rappresenta un’opportunità che va sfruttata molto presto”.

Il porto come punto di partenza verso i nuovi mercati

La conferenza stampa ha avuto come leit motiv l’indiscrezione che il Governo intenda lavorare per creare una portualità a livello nazionale. “Non più un porto in competizione con un altro, bensì un sistema italiano di porti in grado di sfidare la concorrenza e i mercati esteri”. “Trieste rappresenta uno dei punti nevralgici del sistema portuale italiano – ha affermato Edoardo Rixi – ed essere capaci di intercettare il nordest significa soprattutto riuscire ad utilizzare quest’area per raggiungere quote di mercato diverse, spingerci verso il mar Baltico e riattivare la funzione storica della città verso l’est Europa”.

Aumento del gettito fiscale grazie ai porti

“Il Mediterraneo nei prossimi anni avrà una forza a livello portuale che un tempo non era immaginabile” ha continuato Rixi. “Il gettito delle tasse che deriva dal sistema portuale si aggira, a livello nazionale, sui 10-13 miliardi di euro, tutti soldi che finiscono nella fiscalità generale. Nei prossimi anni, grazie agli investimenti, prevediamo ampliamenti tra i 5 e gli 8 miliardi”.

Creare un progetto nazionale

“Tutto questo non è solo una sfida per Trieste ma per l’intero sistema paese. La semplificazione sulle opere pubbliche deve avvenire anche in ambito portuale. Il tema è proprio questo – ha ribadito il Viceministro – vale a dire creare un progetto nazionale, in competizione con altre aree del mondo per acquisire nuove quote di mercato per il commercio italiano”. “Vogliamo preparaci per arrivare nelle migliori condizioni alla sfida con gli altri mercati, non per arrivare secondi bensì per vincere”. Il riferimento alla via della Seta non è mancato. “Far passare dai nostri porti gli assi commerciali che provengono dall'Asia diventa fondamentale” ha affermato Rixi. “Se gestite bene queste linee allora riusciremo a fare bene”.

L'interesse cinese nei confronti dello scalo triestino

A margine della conferenza stampa Zeno D’Agostino ha affermato che “a Trieste conviene lavorare perché ci sono varie attività che si possono fare nel punto franco e che invece non si possono fare in una normale zona franca comunitaria. Assieme all’Agenzia delle Dogane stiamo lavorando affinché queste opportunità siano sfruttabili non solo dalle aziende ma anche dal territorio”. Il riferimento è ad una potenziale azienda estera che avrebbe deciso di lavorare nel porto di Trieste. “Vogliamo pensare al porto franco come un elemento che utilizza qualcuno per arrivare in Italia ma come elemento che aumenta la competitività delle nostre aziende”.

Le trattative riservate

Sulla piattaforma logistica ci sarebbe l’interesse di diverse aziende, non solo cinesi. “Ci sono degli elementi di riservatezza – ha concluso D’Agostino – che non mi permettono di dire i nomi e anche perché le trattative sono tra privati e non le gestisce il Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste”.

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