Migliaia di studenti in piazza contro i cambiamenti climatici

Anche a Trieste si è tenuto lo sciopero "Fridays for future", la manifestazione che si è svolta in oltre 1500 città del pianeta. "Vogliamo cambiare, vogliamo farlo ora" è stato il leit motiv dell'evento. "Senza di noi la Terra sta bene, ma noi, senza la Terra, che facciamo?"

Gli studenti di Trieste hanno lanciato un segnale. Basta emissioni, basta petrolio, basta indifferenza dei governi nei confronti dei problemi legati ai cambiamenti climatici. Con parole forti e cariche di speranza almeno 2000 giovani hanno preso “d’assalto” piazza Unità d’Italia a Trieste nella condivisione dello sciopero mondiale per il clima “Fridays for Future”, manifestazione globale organizzata in migliaia di città in tutto il pianeta.

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Un cambiamento necessario

Al grido di “vogliamo cambiare, vogliamo farlo ora”, gli studenti di tantissime scuole di ogni ordine e grado della provincia di Trieste hanno occupato il salotto buono del capoluogo regionale per dire no all’inquinamento. Moltissime le sigle presenti in piazza, da Lega Ambiente a sindacati, fino a estemporanee presenze individuali, come quella del celebre attore Lino Guanciale.

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Una manifestazione che ha coinvolto molti istituti, professori accademici e intere famiglie, in quel “cambiamento non più differibile” come espresso più volte dai ragazzi che si sono alternati al microfono. Sara Segantin è stata una delle giovani che si sono fatte portavoce di un evento nato anche a Trieste dopo il famoso appello lanciato dalla giovane sedicenne svedese Greta Thunberg. Nel 2014 Sara, trentina di origine, aveva vinto una borsa di studio alla National High School Model United Nations di New York.

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Il discorso di una giovane studentessa

“I capi di stato hanno esortato i governi a prendere delle misure necessarie per il clima” ha affermato la giovane studentessa. “Perché non c’è più tempo da perdere e non serve andare a vedere l’orsetto spelacchiato e moribondo, divenuto immagine virale; basta andare sulla Marmolada dove il ghiacciaio si ritira, sempre più magro e trasparente lasciandosi dietro chilometri di morene detritiche. Basta andare nelle valli di montagna dove la neve non si vede da anni, se non sulle piste, come cicatrici bianche in un mare di siccità; basta andare al sud a vedere i pesci pappagallo che si mangiano il nostro Mediterraneo - ha continuato la Segantin – e se vogliamo rimanere più vicini a noi, allora mi chiedo, dov’eravamo il 30 ottobre quando la tempesta ha spazzato via la val Cimoliana, Sauris, Forni di Sopra, Forni di Sotto dove gli alberi sono diventati stuzzicadenti?”.

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"La Terra sta bene anche senza di noi, ma noi senza la Terra cosa facciamo?"

Nel pomeriggio si sono alternati i discorsi di altri studenti e studentesse e moltissime persone hanno continuato a partecipare alla manifestazione che verso le 15 si è spostata sotto il Municipio. “Io ci sono stata e ho visto, quegli alberi, centinaia di tronchi giganteschi abbattuti, in quei boschi che sono anche il simbolo di questa regione”. “Ho poco più di 20 anni, sì, ma vedo la Terra che mi crolla sotto i piedi. Quindi per una volta parliamoci chiaro: non siamo qui per il nostro pianeta, siamo qui per noi, perché la Terra si adatterà, la Terra sta bene senza di noi, ma noi senza di lei, cosa facciamo?” ha concluso la Segantin. 

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