Migranti: nuovi accampamenti sulle sponde dell'Isonzo, con alcuni ospiti del Cara di Gradisca

Diversi gruppi etnici distribuiti lungo gli argini del fiume e anche sulla ferrovia mai realizzata a Redipuglia

Nuovi accambamenti sull'Isonzo, sorti in questi giorni a opera di migranti, alcuni appena arrivati in attesa di una sistemazione e altri ospiti del Cara di Gradisca. In riva al fiume si sono sistemati i pakistani che, come dichiarato dal Tgr Fvg in un servizio, si dichiarano stanchi del cibo sempre uguale servito nella struttura, e preparano i loro piatti tipici, abbattendo qualche albero per alimentare i fuochi.

Più lontano dal fiume si sono insediati gli afghani, in particolare sulla linea ferroviaria mai realizzata a Redipuglia-Cormons, che doveva essere riconvertita in pista ciclabile. La legna, qui, viene dai mobili donati da alcuni benefattori. Questo il resoconto di un afghano accampato in quella zona: «Mi hanno cacciato dal Cara ma io avevo solo avvertito la Polizia del fatto che un pakistano aveva un coltello, allora i pakistani mi hanno picchiato e i sorveglianti hanno dichiarato che ero stato io a causare la rissa. Ora mi hanno cacciato ma io mi sono sempre comportato bene e ho partecipato alle campagne ambientali di pulizia delle sponde dell'Isonzo. Il problema è che i pakistani sono tanti e noi afghani in pochi: la colpa di tutto va sempre a noi».

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Proseguono nel frattempo le campagne di sensibilizzazione, in particolare il progetto "Siamo tutti migranti" dell'associazione "Libertà, territorio e solidarietà" , che ha portato le classi quarte dell'istituto tecnico economico Einaudi di Staranzano al centro di accoglienza del Nazareno di Gorizia, il più grande dell'Isontino dopo il Cara di Gradisca, con 168 richiedenti asilo.

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