Richidenti asilo, Torrenti: «Regioni di Centrodestra chiedono nuovi flussi migratori»

L'assessore regionale all'Immigrazione del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti sui contenuti della 'Carta di Genova' sottoscritta da Veneto, Liguria e Lombardia

«Sul nodo dell'immigrazione si apre una cesura fra il resto del Paese e le tre regioni del nord governate dal centrodestra - Liguria, Veneto e Lombardia - dalle quali giunge anche una sorprendente richiesta in tema di flussi». Lo afferma l'assessore regionale all'Immigrazione del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti, rendendo noto il contenuto della 'Carta di Genova', un documento sottoscritto dalle Regioni Veneto, Lombardia e Liguria trasmesso nei giorni scorsi alla Commissione Speciale Immigrazione e Italiani all'Estero della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con la richiesta che sia posto in discussione.

«Dai presidenti Toti, Zaia e Maroni è stato presentato un documento che - riferisce Torrenti - pur proponendo una serie di misure restrittive e non riconoscendo le quote e le modalità di assegnazione adottate fin qui del Ministero degli Interni, riporta la richiesta per "il ripristino dell'immigrazione regolare" e dei flussi attraverso il permesso di soggiorno».

«Nei primi punti del testo sottoscritto dai tre governatori - continua Torrenti - si pretende la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, il blocco dei flussi in partenza dall'Africa e "la conferma" del reato di immigrazione clandestina. È nell'ultimo passaggio che la logica si ribalta, e quelli che sono stati finora definiti "migranti economici" da respingere diventano strumento per garantire gli equilibri sociali, demografici ed economici del Paese e dei singoli territori. Liguria, Veneto e Lombardia chiedono di poter contare sull'arrivo di migranti per soddisfare le richieste delle categorie produttive».

Gli stessi rappresentanti delle tre Regioni, a differenza di tutti gli altri presidenti, non hanno poi condiviso la necessità di valutare possibili indennizzi per gli Enti locali che si trovino ad accogliere richiedenti asilo.

Per Torrenti «appare evidente che ancora una volta il centrodestra, e la Lega in particolare, quando si trovano a governare non possono applicare gli slogan della campagna elettorale. Altro che "aiutiamoli a casa loro", costoro - conclude - ne vogliono di più a casa nostra»

 

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