Miramare, cercasi gestore per la ristorazione

Il nuovo servizio, che si stima porti ad un fatturato di circa 4 milioni di euro, dovrà soddisfare requisiti molto precisi. Si va dalla valorizzazione dei prodotti locali, la conoscenza delle lingue e i progetti culturali. Contessa: "Deve diventare un posto dove si ama tornare"

foto archivio

Miramare è alla ricerca di un nuovo servizio di caffetteria e ristorazione “all’altezza del contesto culturale e ambientale” che sia in grado in soddisfare le richieste dei quasi 800 mila visitatori dei giardini e delle 280 mila persone che ogni visitano il castello di Massimiliano e Carlotta. Nella giornata di ieri 20 aprile è stata infatti pubblicata sul sito del Museo storico- parco del castello “la gara sopra soglia europea per l’affidamento del servizio di caffetteria e ristorazione e servizi accessori”. 

Offerta enogastronomica, conoscenza delle lingue e progetti culturali

“Le novità rispetto all’offerta attuale – si legge nella nota - saranno rilevanti, adeguate all’affluenza sempre maggiore di turisti ma anche di triestini e amanti di Miramare”. Il parco rappresenta, tra le altre cose, il terzo sito gratuito più visitato d’Italia. I nuovi gestori dovranno attenersi a “parametri di elevata qualità”. La commissione di esperti che si occuperà della valutazione infatti verranno analizzate l’offerta enogastronomica, il servizio all’utenza, la conoscenza delle lingue per il personale impiegato e l’offerta integrativa di progettualità culturali. Ulteriore elemento di rinnovamento e novità è l’autorizzazione delle “esibizioni di artisti per l’intrattenimento degli utenti”.

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Valorizzare i prodotti locali

Inoltre, il gestore dovrà “dovrà valorizzare i prodotti locali (produzioni e vini anche a marchio di protezione) e le tipicità dolciarie della nostra regione, con la richiesta di personale in grado di illustrane le caratteristiche e la preferenza per le preparazioni espresse”. In ultimo, il servizio dovrà occuparsi anche del catering degli eventi organizzati all’interno del parco e castello. “I diversi passi che sono stati compiuti verso la “rinascita” di Miramare – spiega la direttrice Andreina Contessa – vanno tutti in un’unica direzione, cioè quella di un’accoglienza di qualità, eleganza e piacevolezza che coinvolga tutti i sensi, compreso il gusto”.  

“Miramare – secondo la Contessa - deve diventare un luogo nel quale si ama tornare, incontrarsi, sedersi e passeggiare, e perché no gustare piccole ghiottonerie di qualità in una cornice incantevole. Anche i giovani e le scolaresche devono avere un loro spazio comodo, senza turbare la quiete di chi desidera godersi un buon bicchiere osservando l’orizzonte del mare oltre il giardino e le statue del parterre”.

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Il contratto: cinque più tre 

La concessione per la gestione degli spazi avrà una durata di cinque anni eventualmente prorogabili per altri tre anni e prevede l’utilizzo dell’attuale caffetteria nel parterre (bar Massimiliano), di un secondo punto di ristorazione nelle serre nuove e nel portico antistante dove è stato pensato un punto di ritrovo “fast” per gruppi numerosi o scolaresche.

Un servizio che vale 4 milioni di euro

Nuova anche l’opportunità di fare pic-nic e di alcune zone dove installare piccoli chioschi per la vendita di gelati e bibite, con alimenti legati quindi alla stagionalità. “Il concessionario – così nella nota - potrà mettere mano agli spazi ammodernandoli e ampliandoli, ovviamente in accordo con gli organi preposti”. Quanto vale il servizio? “Si stima che il valore del fatturato si aggiri attorno ai quattro milioni di euro” conclude la nota.  Il termine ultimo per il ricevimento delle offerte, che dovranno pervenire tramite questo portale, è il 19 giugno prossimo. Il 21 giugno alle 9 ci sarà "l'apertura delle buste".

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Commenti (4)

  • cioè ? il gestore deve essere autoctono ?

  • 4 milioni di fatturato... in quanto anni? Pronto un altro "botto" e dopo "coreghe drio"!

    • Costruttivo 'sto commento. Fossi almeno comprensibile la sintassi....

      • Sara' difficile che raggiungano un fatturato cosi' importante come annunciato, di conseguenza e' prevedibile che ne seguira' un fallimento (botto) a causa del quale gli organi preposti dovranno faticare non poco per recuperare qualche spicciolo dell' insoluto, "buco", finanziario che lasceranno. Saranno quindi costretti a "correr dietro" all'amministratore che come di consueto in questi casi non si fara' trovare, ovvero non fara' trovare alcun patrimonio se non licenza e arredamento. Poi il fallimento verra' rilevato da un altro gruppo che concordera' il debito, magari aiutato da qualche istituzione... E avanti cosi'. Questo purtroppo e' lo schema che si vede ripetersi da qualche decennio per i locali di interesse storico e simili. Ma e' solo la mia opinione, speriamo che cio' non accada :-).

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