Nasce Kibou, il nuovo brand di t-shirt ecologiche del 19enne Marco Belluzzo

Il coraggio e la passione del giovane Marco Belluzzo e la storia del suo marchio Kibou. Sul suo e-shop vi aspettano maglie da uomo, da donna e presto anche polo, camicie e vestiti estivi in cotone biologico e lino

Si chiama Marco Belluzzo, è triestino, ha soli 19 anni ed è già titolare di "Kibou", una start up innovativa che offre t-shirt realizzate esclusivamente rispettando l'ambiente. Sul suo e-shop vi aspettano maglie da uomo, da donna e presto anche polo, camicie e vestiti estivi in cotone biologico e lino!

«L'idea è nata esattamente a 17 anni, in quarta superiore, mentre frequentavo l’Istituto tecnico di chimica, materiali, biotecnologie e ambiente “Grazia Deledda”. Avevo voglia di mettermi in gioco e creare un'impresa sfruttando un'idea innovativa, così ho pensato di unire il mio sogno e i miei studi. Ho cominciato facendo ricerche sul recupero dei materiali e osservando alcune aziende che riciclano alimenti (soprattutto agrumi) per fabbricare tessuti. Poi mi sono serviti due anni per capire il mondo del lavoro: come avviare un'azienda, come registrare un marchio... E al termine degli studi ho preso coraggio e ho dato vita a Kibou».

Un passo davvero importante per un ragazzo così giovane che, determinato e pieno di entusiasmo, ci ha raccontato qualcosa di più riguardo alla sua start up e, soprattutto, il supporto morale della sua famiglia: «Fortunatamente sono sempre stato sostenuto da mia madre e mio nonno. Mia madre è un'imprenditrice e l'idea di mettermi in gioco l'ho proprio presa da lei. Ho deciso di creare una linea di abbigliamento che fosse "environmentally friendly" (amica dell'ambiente) perchè credo che il mondo stia diventando sempre più consapevole in questo campo».

«Le mie maglie sono fatte di cotone biologico trattato senza pesticidi, proprio per questo al tatto risulta molto più morbido. Ma la mia idea di ecologia e rispetto per l'ambiente non si ferma solo al prodotto. Anche imballaggi, marketing e merchandising seguono questa filosofia. Per esempio non utilizzo volantini, il marketing è solo on-line come il mio negozio, e gli adesivi che uso sono stati realizzati da un'azienda che usa gli scarti e recupera l'80% della plastica".

E il nome? «"Kibou" è un nome giapponese, significa speranza, quella che ripongo nei giovani che come me desiderano un mondo migliore. Il logo che lo accompagna, invece, è un'aquila che identifica la perseveranza, le aspirazioni elevate».

Una filosofia che rende onore al giovane Belluzzo e un modo di pensare green a 360 gradi anche se, come ogni atto di coraggio, non mancano le difficoltà: «Per mantenere e far funzionare un'azienda devi essere molto motivato. Non è sempre facile, soprattutto all'inizio tra spese e conti da fare. Ma, anche se ci sono molte difficoltà, le soddisfazioni sono tantissime. Basta perseverare con tenacia e determinazione».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Riccardo Scamarcio in piazza Unità: battibecco con Telequattro e poi le scuse

  • Tuiach porta in tribunale Parisi ma perde la causa

  • Sara Gama corregge giornalista di Sky: "Trieste è in Venezia Giulia"

  • Brutto incidente in superstrada, due persone a Cattinara

  • Atti osceni in luogo pubblico in corso Saba: nei guai 58enne

  • Uccise Nadia Orlando: si suicida dopo la condanna a 30 anni

Torna su
TriestePrima è in caricamento