Da Nizza a Trieste in 2 mesi: la missione di Paolo

Un triestino alla soglia dei 50 anni in un'impresa ispirata dalla solidarietà: «Salgo e scendo l'equivalente di una volta e mezza l’Everest ogni settimana»

Foto: Paolo Monticolo

Da Nizza a Trieste in due mesi, attraversando le Alpi di corsa. Questa la missione di Paolo Monticolo, triestino alla soglia dei 50 anni, un'impresa ispirata dalla solidarietà, per finanziare dei progetti educativi in India, nella valle di Zanskar (qui il link per accedere alla campagna di Foundraising). È partito il 24 giugno da Nizza e ha già percorso quasi metà del tragitto.«La metà più ardua - rivela - sto per superare la parte più in quota e la seconda metà dovrebbe essere più scorrevole».

Paolo è un atleta amatore, i suoi sport preferiti sono lo scialpinismo, l'alpinismo e il trail running. Di mestiere fa l'attuario in una compagnia di riassicurazione a Zurigo, ma a un certo punto ha deciso di concedersi un anno sabbatico per realizzare la via alpina, con l’intenzione poi di partire nello Zanskar e trascorrervi l’inverno.

Com'è nata l'idea?
«Sono un appassionato di montagna e vi passo la maggior parte del mio tempo libero. Ho viaggiato molto, specialmente in Himalaya. Poi mi son reso conto che non conoscevo molte valli alpine, spesso siamo più attirati da ció che é lontano e trascuriamo quello che abbiamo a fianco, per cui ho deciso di viaggiare sulla via alpina. Allo stesso tempo volevo aiutare l’associazione dicui faccio parte, per cui ho trovato il modo di associarvi una raccolta fondi destinata a dei progetti educativi nell’isolata valke dello Zanskar in Himalaya. Sport, avvetura e solidarietà!»

Dove ti trovi adesso?
«Attualmente mi trovo in Val Mesolcna (Svizzera), vicino ai passi di San Bernardino e Spluga. Nei prossimi giorni attraverserò vari passi e valli al confine tra Italia e Svizzera: Valle di San Giacomo (madesimo), Bregaglia, Engadina, Valmalenco e Valtellina fino allo Stelvio. È la parte piú in alta quota del percorso».

Dove dormi e per quante ore?
«Principalmente nei rifugi. Percorro circa 40 km al giorno e oltre 2000m di dislivello, per cui non ho potuto portatmi dietro sacco a pelo e tenda (il mio zaino pesa 6kg). Posso dormire all’aperto solo in situazioni di emergenza. Giornata tipica: sveglia alle 5, partenza alle 6, mi fermo verso le 16 o 17, stretching, piano per il giorno siccessivo, cena e poi a letto».

È stato facile trovare lo sponsor? 
«Abbastanza. Inizialmente mi sono rivolto ad aziende specializzate nell’ outdoor con scarsi risultati. Il mio sponsor, Tamera, é un’agenzia di trekking francese che conosco da anni».

Come mai ha scelto questa associazione?
«Tra tutti i miei viaggi in Himalaya, la mia regione preferita é la valle dello Zanskar (Ladakh-India). Faccio parte da anni dell’associazione Rigezen-Zanskar e volevo aiutare l’associazione a sviluppare la scuola cresta una ventina di anni fa (attualmente la scuola ha circa 240 alunni)».

Ci sono stati dei problemi? 
«Il problema principale sulla prima parte é stato la chiusura di alcuni sentieri: l’enorme quantità dineve caduta quest’inverno ha creato valanghe e frane che ha distrutto sentieri invari punti. A volte trovi l’indicazione dipercorsi alternativi e te la cavi con qualche chilimetro in piü, altre volte son dovuto passare tra labirinti di frane e alberi divelti».

E da un punto di vista fisico? 
«Per ora ho avuto un’infiammazione al ginocchio sinisto (fascia ilio-tibiale e sindrome patelli-femorale) che mi ha obbligato a fermarmi 6 giorni. Ancora non del tutto guarito, ma riesco di nuovo a correre. L’infiamnazione é dovuta all’enorme dislivello: salgo e scendo l´equivalente di una volta e mezza l’Everest ogni settimana! La strada fino a Trieste é ancora molto lunga e mi aspetto sicuramente qualche altro problema».

Cosa ti dà la forza di andare avanti?
«Ogni sera quando arrivo al rifugio dubito di poter ripartire il giorno dopo. Per fortuna il nostro corpo ha delle facoltà di recupero e adattamento incredibili. In più quando ti alzi all’alba per vedere il sole sorgere dietro montagne hai solo voglia di ripartire per la prossima vallata».

Il posto più bello lungo il percorso?
«Difficile decidere, il percorso é fantastico; alcune valli le conoscevo, mentre altre sono state una magnifica scoperta. Ho preferito i posti più selvaggi e isolati come la Alta Val Maggia (Ticino) e soprattutto il parco del Mercantour (alpi marittime francesi), dove incontri uno sperduto villaggio con qualche cada ogni 20km ( a volte ho dovuto bussare per mendicare un pô di cibo o un letto come i viandanti di un tempo)».

Paolo monticolo 2-2

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