Migranti, Novelli (FI): "Polizia slovena non li identifica? Governo chiarisca"

“I numeri parlano chiaro: 270 migranti in FVG nel solo mese di giugno, circa 1100 da gennaio, contro i 446 del 2018. Tutti dopo aver percorso la rotta balcanica, veri e propri fantasmi: fermati negli Stati di transito, ma non identificati, facilitando il loro arrivo in Italia"

Un migrante pakistano giunto a Trieste dopo aver attraversato la rotta balcanica, durante un’intervista televisiva nei giorni scorsi ha dichiarato che “Quando mi hanno fermato in Italia mi hanno portato in Questura e mi hanno preso le impronte digitali. In Slovenia non l’hanno fatto”. Lo ricorda in una nota Roberto Novelli, deputato forzista, specificando che questa prassi è stata cnfermata da Kristjan Pahor, ex militare sloveno: “La nostra polizia più volte gira la testa davanti ai migranti che attraversano la Slovenia perché c’è carenza di organico e attrezzature tecniche; è possibile che il regolamento di Dublino venga rispettato parzialmente”, ha dichiarato Pahor.

Se fosse vero sarebbe tradimento degli accordi

“Chiedo al governo di verificare la veridicità di queste accuse - sollecita Novelli -, perché se fossero confermate ci troveremmo non solo di fronte alla violazione delle norme europee, ma al tradimento degli accordi di collaborazione tra Italia e Slovenia. Bene le pattuglie miste, bene il controllo congiunto delle aree confinarie, ma mi meraviglio che un governo sovranista come quello italiano permetta a un Paese nostro vicino di prendersi gioco della nostra Regione, del nostro Stato e delle intese europee”. Così il deputato di Forza Italia Roberto Novelli depositando un’interrogazione al ministero dell’Interno incentrata sulle affermazioni riportate nel servizio televisivo.

I numeri

“I numeri parlano chiaro: 270 migranti rintracciati in Friuli-Venezia Giulia nel solo mese di giugno, circa 1100 da gennaio ad oggi, contro i 446 del 2018. Tutti dopo aver percorso la rotta balcanica, molti veri e propri fantasmi: fermati negli altri Stati di transito, ma non identificati, facilitando il loro arrivo in Italia. Violazioni e furberie che, se confermate, non sono ammissibili. Come non è ammissibile che il governo italiano non prenda posizione. Per questa ragione ho chiesto al ministero dell’Interno di rispondere a due semplici domande: se al Viminale sono a conoscenza dei fatti così come riportati da testimoni diretti, e in caso affermativo quali iniziative intende prendere per richiamare la Slovenia al rispetto del Regolamento di Dublino e degli accordi di collaborazione con l’Italia”, conclude il deputato friulano.

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