Nue 112: affetto da tumore e con 41 di febbre attende l'ambulanza per un'ora

Secondo il Piano regionale emergenza, per un caso come questo si sarebbe dovuto intervenire obbligatoriamente entro gli 8 minuti dalla chiamata

Affetto da un tumore ai polmoni in stato avanzato, incosciente e con 41 di febbre, attende l’ambulanza per un’ora dopo la chiamata al Nue 112. È accaduto in via del Castelliere, a soli 3 minuti dall’ospedale di Cattinara, fattore che avrebbe dovuto rendere le tempistiche ancora più brevi.
«Parliamo di una persona fortemente debilitata – racconta la sorella Elisabetta Pinaffo – con un tumore ai polmoni in stato avanzato ed esteso ad altre parti del corpo. Mio fratello non è in grado di camminare e, non essendo cosciente in quel momento, ingurgitava quello che vomitava e avrebbe potuto soffocare da un momento all’altro. C’eravamo solo io e mia cognata, due donne non avrebbero mai potuto trasportarlo all’ospedale quindi ci siamo rivolte al 112».

Un calvario lungo un’ora, i tempi dilatatissimi per l’acuto stress e un muro di gomma dall’altra parte del telefono: «Alle 12  abbiamo chiamato il 112 che ci ha passato la guardia medica, la quale ci ha rimandato al numero unico in quanto il caso era troppo grave per essere gestito da loro. Abbiamo dunque richiamato e rispiegato tutto (perdendo fin qui 10 minuti) finchè ci  hanno fatto ricontattare da un altro numero fisso (0432994***) dal quale ci hanno rassicurato che avrebbero inviato la prima ambulanza disponibile».

«L’attesa – continua Elisabetta - è stata così lunga che abbiamo dovuto richiamare lo 0432 e per due volte non abbiamo ricevuto risposta. Ricontattato quindi il 112 e rispiegato tutto per l’ennesima volta, ci è stato detto da un’operatrice (abbastanza scocciata) che i casi gravi erano innumerevoli e che avremmo dovuto pazientare ancora. A quel punto ho dovuto inforcare il motorino e andare personalmente al pronto soccorso, dove il personale (attento, rapido e disponibilissimo) non era minimamente a conoscenza del tumore di mio fratello: credevano fosse un caso di febbre alta come tanti altri».

Dopo il rapido intervento del pronto soccorso di Cattinara il signor Pinaffo, che rischiava di morire a 57 anni, è al momento ricoverato all'ospedale di Cattinara e ha superato la fase acuta del malore. Rimane però lo sconcerto e la rabbia dei familiari per il mancato servizio del numero unico, tenendo presente che per un caso come questo, catalogabile come codice giallo, si sarebbe dovuto intervenire obbligatoriamente entro gli 8 minuti dalla chiamata. Le tempistiche specificate dalla Dgr 2039 2015 del Piano Regionale Emergenza, a pagina 14, prevedono infatti un tempo di soccorso di 8 minuti per le aree urbane e 20’ per le aree extraurbane.

A quanto rivela la signora Elisabetta «Sono molti i casi di persone che hanno subito questo disservizio e che mi hanno contattato sui social, lo stesso personale di Cattinara (che ringrazio con tutto il cuore per l’umanità e la professionalità) mi ha riferito che il Friuli Venezia Giulia era considerato un’eccellenza nell’ambito delle emergenze sanitarie mentre ora la credibilità del nostro sistema è precipitata. Sporgeremo denuncia ai Carabinieri, abbiamo parenti stretti nell’Arma e anche loro ci hanno confermato che il Numero unico è fonte di gravi disagi per i rallentamenti causati dalla comunicazione tra un passaggio e l’altro, e al termine dell’iter spesso il ladro o il vandalo di turno è già scappato».

«Lo stress è stato così forte - conclude Pinaffo - che io stessa, la sera, sono svenuta in bagno e ho dovuto essere accompagnata all'ospedale. Fortunatamente è stato mio marito ad accompagnarmi e nessuno ha dovuto chiamare il 112».

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