Ok del Consiglio al Centro congressi in Porto Vecchio: 5,5 milioni pubblici, il resto a carico di una cordata triestina

Corsa contro il tempo per completare l'opera per Esof2020. Critiche da parte dei 5 stelle, che poi però votano a favore. Lodi: «Importante che a proporre il progetto siano stati 30 imprenditori locali»

Partito lunedì sera, dopo l'ok unanime del Consiglio comunale, l'iter per la realizzazione in tempi recordo del Centro congressi in Porto Vecchio, nello specifico nei magazzini 27 e 28. Una struttura che tutti auspicano possa essere completata per ospitare, dal 4 al 10 luglio del 2020, Esof, la più rilevante manifestazione europea focalizzata sul dibattito tra scienza, tecnologia, società e politica.

A presentare la delibera all'Aula Elisa Lodi, assessore comunale per i Lavori pubblici: «Il Comune sarà il proprietario della struttura, ma  sosterrà solo il 49 per cento delle spese di realizzazione, pari a 5 milioni e mezzo di euro (4 milioni e 700 mila euro frutto della vendita di azioni Hera, mentre i restanti 800 mila euro saranno messi a disposizione dalla Prefettura). Adesso dovremo predisporre nel minor tempo possibile il bando di gara, al quale seguiranno la progettazione e infine il cantiere (dovrebbero essere necessari 15 mesi). Non ci resta perciò molto tempo, se vogliamo avere pronto il nuovo Centro congressi per Esof. La struttura - ha aggiunto l'assessore - dovrà essere ultimata entro il primo semestre del 2020. La città da tempo chiedeva un nuovo centro congressi, siamo quindi molto soddisfatti di poter dare il via al programma; ed è importante che a proporre l'iniziativa di project financing sia una società, la Trieste convention center (Tcc), formata da una trentina fra imprese, professionisti e tecnici locali».

Come detto l'idea e il sogno di un nuovo centro congressi è stata condivisa dalle forze politiche della città che infatti hanno votato favorevolmente la delibera: 29 sì su 29 presenti in Aula. «Una delle delibere più importanti di questi due anni e che segna il lavoro svolto della Giunta - ha esordito il forzista Bruno Marini -. Ho sempre creduto che al turismo classico dovesse essere unito il turismo congressuale. Non sono convinto che rientreremo nei tempi per Esof2020 che ha dato una chiara spinta al progetto, ma va dato atto che si è mossa a favore anche la soietà civile, anche chi ha sempre pensato a se stesso, facendo una proposta concreta per il Comune che non poteva non sostenere». 

«La realizzazione di un nuovo centro congressuale era candeggiata anche dal M5S in campagna elettorale e quindi questa proposta potrebbe vederci favorevoli per vedere sviluppato un turismo congressuale - ha detto il capogruppo pentastellato Paolo Menis -; certo questa è una delibera che raccoglie una sfida molto difficile sulla tempistica. La proposta del project financing era la più ovvia anche per tenere al minimo i costi per il Comune di Trieste e plaudo all’utilizzo delle azioni Hera per questo progetto, vendita di cui sono sempre stato contrario, ma questo è un vero ed effettivo investimento per la città». Qualche dubbio sul Piano economico presentato dalla cordata di investitori è stato sollevato dalla grillina Cristina Bertoni: «Secondo i dati nel pef sono previsti ricavi per 3 milioni di euro dal 2020 al 2029, si va regime senza dubbi né difficoltà, quindi dal punto di vista economico finanziario questo pef non è strutturato in modo credibile».

«In Porto Vecchio sta partendo qualcosa dopo tanti anni di immobilismo. Un’iniziativa che non ci sarebbe mai stata senza l’intervento di una cordata triestina che ha voluto sfruttare Esof, ma Esof non è l’unico evento di un bene che resterà in città - ha sottolineato Roberto Cason della Lista Dipiazza -. Sulla durata dei lavori abbiamo due garanzie, una è la cordata di imprese triestine conosciute sulla piazza, due la fiducia sull’assessore e dottor Conte che ci hanno garantito la verifica dei lavori».

«È evidente che un progetto come questo non può che ottenere il nostro sì - ha detto Fabiana Martini, capogruppo del Pd - perché si tratta di un'opera per Trieste, per il suo futuro, che sarà estremamente utile per Esof ma anche in prospettiva. Presteremo però notevole attenzione all'iter procedurale che si concluderà, come auspichiamo, con l'inaugurazione del Centro in quanto vorremmo che si accompagnasse a questo progetto anche una visione complessiva del futuro del Porto vecchio». 

«Va sottolineato che grazie a questa operazione lavoreranno circa 30 aziende del territorio il che da quel valore aggiunto in più a un’opera che già di per se ha le caratteristiche per essere un’opera di assoluta importanza anche in chiave di programmazione futura», ha poi concludo il capogruppo leghista Paolo Polidori.

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Commenti (1)

  • Cominciamo...Bruno Marini riguardo ad Esof 2020 ha già messo le mani avanti, asserendo che "non sa se riusciranno a rispettare i tempi", ma è possibile che in Italia,neanche iniziato un progetto, si debba già dubitare della sua riuscita? I tanto criticati tedeschi, sono certo ci riuscirebbero!!! Per una volta cerchiamo di far vedere che oltre alle promesse preelettorali, raramente mantenute, qualche volta sappiamo essere "tedeschi" anche noi! Rimboccarsi le maniche e lavorare!!!

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