Old Company di Campo San Giacomo: 30 anni di amore e passione

La storia di Sergio e Luana e il loro negozio di abbigliamento a San Giacomo aperto da ben 30 anni: "Sono passati trent'anni, ma non parlateci di pensione perchè la passione è ancora tanta"

11 marzo 1989, Campo San Giacomo 6, luci spente: stanno per aprirsi le porte di "Old Company". Si tratta di un negozio molto curato, elegante. Tra le vetrine si scorgono oggetti che profumano di storia e soprattutto innovazione, dato che sarà il primo punto vendita a Trieste a offrire sia abbigliamento che accessori. L'attesa è tanta, la curiosità anche. Luana e Sergio stanno per inaugurare la loro attività, sono un po' nervosi. Poi una voce tra i passanti: "Questi non durano nemmeno sei mesi".

Sono passati 30 anni e Old Company è più vivo che mai.

Luana e Sergio

La storia di Luana e Sergio, i due titolari, sembra quasi un film. Lui ligure, con alle spalle una carriera invidiabile nel mondo del commercio, viene mandato a Trieste per gestire un negozio per conto dell'azienda con cui collabora. E' il 1979 e la sua vita, in quella che poi diventerà la sua città, si divide tra notti all'Hotel Continentale, il negozio e una trattoria in piazza Benco.
E proprio tra una portata e l'altra, il cuore di Sergio viene rapito da una delle due figlie del titolare, Luana, oggi moglie, compagna nella vita e nel lavoro.

Il nome

"Mio nonno era un emigrante - ci racconta Sergio -. Ha navigato tra Italia e Stati Uniti per molto tempo fino a quando, spronato da un collega, ha deciso di tentare la fortuna oltreoceano, trasferendosi. Dopo vari lavoretti, ha aperto un negozio di fiasche, damigiane, bottiglie italiane che si chiamava "Antica Società (Old Company) di fiasche e damigiane". "Old Company" arriva proprio da là. E' un omaggio a mio nonno: si è sacrificato tanto per la nostra famiglia".

Cimeli e ricordi

"Il negozio assomiglia molto a quello che avevo aperto a Bologna in piazza Maggiore, quando ricoprivo il ruolo di direttore commerciale. Ci ha sempre ispirato il concept e il gusto del più grande commerciante di quell'epoca, Mauro Volpone. Quello che vedi oggi è quello che c'era anche trent'anni fa, è cambiato poco".  Sergio racconta del suo negozio con un entusiasmo fuori dal comune e mentre prosegue mi mostra, incorniciato dietro la cassa, il primo scontrino. "Me lo ricordo benissimo: erano le 8:30, un signore ha comprato una cravatta. E' tornato da noi e ce l'ha regalato".

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E non è l'unico cimelio: ci sono orologi d'epoca, i meravigliosi modellini di navi realizzati a mano dal padre di Luana, specchi, libri... Quello più importante però è appeso a casa: " Quando mio nonno tornò dall'America portò a casa un gruzzoletto. Mia nonna lo divise tra i figli (mio padre e mio zio) e i nipoti. Mi diede 80 dollari. Li ho incorniciati e ogni mattina, quando guardo il telegiornale, penso alla fatica che c'è dietro. In quegli anni quella somma aveva un valore nettamente diverso da quello che potrebbe avere oggi".

Energia inarrestabile, amore infinito

Il tempo scorre e i tempi cambiano, un po' come le mode. Tuttavia l'energia è percepibile, come l'amore per il mestiere: "Sono passati trent'anni - sottolinea Sergio -, ma non parlateci di pensione perchè la passione è ancora tanta. Quando ami quello che fai, non molli".

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