Oltre 20 associazioni chiedono di nuovo "Verità per Giulio"

Un grande "Perché?", appeso alla parete del caffè San Marco, è stato rivolto questa mattina al governatore Fedriga dopo la rimozione dello striscione. Prevista per la prossima settimana una manifestazione di protesta senza simboli politici. Tra e associazioni la Fondazione Luchetta, Amnesty e ICS

Oltre venti associazioni chiedono non solo “verità per Giulio Regeni”, ma anche un grande “Perché?” al presidente della regione Massimiliano Fedriga. Domanda dipinta su un grande striscione giallo che oggi, 26 giugno 2019, è stato esposto al caffè San Marco in una conferenza stampa per rivolgere un appello al presidente. Le associazioni, tra cui la fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo Hrovatin, Amnesty International FVG e ICS chiedono quindi al governatore di esporre nuovamente lo striscione (tolto prima dell'esposizione degli addobbi per le partite di UEFA Under 21).

“Lo striscione giallo - si scrive nell'appello congiunto - è un simbolo di non rinuncia davanti a un crimine, un monito alle nostre Istituzioni perché continuino a pretendere collaborazione dall’Egitto. Per questo ammainare lo striscione di Giulio è a sua volta un grave gesto simbolico: la rinuncia a chiedere giustizia. Non chiedere giustizia è peggio che non ottenerla: non lo possiamo accettare”. Si chiede quindi a Fedriga di “stare dalla parte di chi chiede giustizia e verità. Di chi non vuole che anche Giulio – come Miran Hrovatin, per citare solo un nome che ci tocca molto da vicino – rimanga l’ennesimo crimine impunito, altro caso in cui lo Stato non ha preteso chiarezza con la dovuta decisione”.

In merito alle parole di Fedriga, che ha annunciato come “nessuno striscione sarà appeso in nessun'altra sede della Regione”, Daniela Luchetta, presidente della Fondazione, ha dichiarato che: “le sedi della Regione non sono di chi governa ma dei cittadini, che andrebbero ascoltati. Ci sono infatti già quasi 11mila firme che chiedono la riaffissione, molti dei quali sono amici ed ex compagni di scuola di Giulio. Non è giusto ignorare loro e la sorella di quel povero ragazzo, che ha dichiarato 'per ogni striscione tolto appenderemo 1000 manifesti e adesivi'. Chiedo a tutti di farlo, per dimostrarle che il suo grido non rimarrà inascoltato”.

Secondo Luchetta “la vicenda di Giulio non è equiparabile ad altre storie che sono state citate in questi giorni: è un giovane cittadino italiano ucciso senza motivo dopo una settimana di torture. Dobbiamo onorare la sua memoria e rimanere a fianco della famiglia fino a che non si raggiungerà un epilogo, consci del fatto che potrebbero volerci anni”.

E'poi intervenuto Giuliano Prandini di Amnesty International FVG: “Amnesty International Italia ha dichiarato che la rimozione dello striscione è stata una decisione sbagliata nel momento sbagliato: proprio mentre alti esponenti egiziani rilanciano la falsa tesi di omicidio di criminalità comune, che potrebbe riguardare chiunque nel mondo. In Egitto è in atto anche una repressione degli avvocati che cercano di far valere i diritti umani, ogni giorno 3 o 4 persone in quel paese spariscono senza spiegazioni. Fedriga, ridicolizzando le campagne con striscioni e braccialetti, dà una mano a coloro che ritengono che la ricerca della verità sia un fatto temporaneo legato a contingenze politiche”.

Amnesty international ha anche organizzato una raccolta firme per sostenere un appello rivolto al presidente dell'Egitto, in cui si chiede di rilasciare chi ha esercitato pacificamente la libertà di espressione e istituire una commissione d'indagine indipendente sulle accuse di sparizioni e torture, oltre a investigare propriamente sulla morte di Giulio.

In previsione anche una manifestazione senza simboli di partito insieme al liceo Petrarca (scuola di Giulio). Ancora da definire il luogo dell'evento. Prandini ha poi ricordato le richieste della madre di Giulio “affinché l'Egitto non venga più catalogato come paese sicuro e venga ritirato il nostro ambasciatore”.

Gianfranco Schiavone di ICS ha poi portato l'attenzione sulle recenti polemiche: “Queste speciose e volgari motivazioni che hanno portato alla scelta di rimuovere lo striscione, ossia 'tanto tutto passa', 'per quanto dovremmo ancora tenerlo?', 'in tanti sono morti all'estero in circostanze simili'. Tuttavia chi ha fatto questa scelta sa che non è così e che questa specifica situazione è avvolta in un grande mistero e che le autorità egiziane hanno occultato molte prove e omesso troppe informazioni. Ricordiamo che secondo Amnesty l'Egitto è uno dei paesi più violenti e repressivi del mondo e che oggi, 26 giugno, è la giornata mondiale dell'ONU contro la tortura. Giulio è morto per tortura come decine di migliaia di persone ogni anno al mondo”.

Intervenuti in conferenza stampa anche Fabiana Martini dell'associazione Articolo 21 FVG, Luisa Pozzer dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e Luca Perrino dell'associazione culturale “Leali delle notizie”. Di seguito tutte le associazioni aderenti:

Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin

con l’adesione di:

Amnesty Fvg

Articolo 21

Bisiachinbici - Fiab Monfalcone

Centro Ernesto Balducci

Ciclostafetta per Giulio Regeni

Collettivo WithGiulio

Comitato di azione civica Ritorno al Futuro - Società aperta TS

Comunità di Sant’Egidio

Comitato Pace e convivenza “Danilo Dolci”

Comunità San Martino al Campo

Consorzio italiano di solidarietà – Ics

Coordinamento Insieme per l’Europa

Coordinamento regionale delle botteghe del commercio equo e solidale

con: Benkadì di Staranzano, la Bottega del mondo di Gemona, Mosaico per un comune avvenire

e Senza Confini Brez Meja di Trieste, la Bottega del mondo di Gorizia, Eqà di Cormons, le

Botteghe del mondo di Codroipo e Udine, Altrametà di Pordenone.

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