Burlo e Cro in piazza contro il precariato di 200 ricercatori

Al termine della manifestazione, come dichiara il Coordinamento precari, "l'assessore Riccardi si è impegnato ad aprire un tavolo permanente e ha assicurato il suo impegno per fare in modo che nessuno dei ricercatori rimanga a casa il primo gennaio"

I precari della ricerca sanitaria del Cro e Burlo insieme a Anaao Assomed Cisl FP e CgilL FP hanno manifestato oggi, 20 novembre, in Piazza Oberdan davanti alla sede del Consiglio Regionale Fvg.

Le richieste

Così ha dichiarato il portavoce del Coordinamento precari del Cro: "Chiediamo alla regione Fvg l'apertura di un tavolo permanente sulla vertenza dei precari della ricerca sanitaria, ossia i 200 ricercatori dei due Irccs del Fvg. Nonostante esista una legge dello scorso anno che disciplina i contratti di lavoro per i ricercatori sanitari all'interno del contratto collettivo nazionale comparto sanità, questa legge non è ancora entrata in vigore perché mancano i decreti attuativi e la siglatura del contratto collettivo nazionale. Il 31 dicembre a molti di noi precari con contratti di collaborazione coordinata continuativa o partita iva scadrà il contratto. C'è poi il problema delle borse di studio che non vengono toccate da questa riforma e che hanno come unica prospettiva il riprodursi della borsa di studio a tempo indefinito".

Rimedi contrattuali

I precari e le sigle sindacali in rappresentanza hanno quindi incontrato l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi anche per chiedere l'attuazione dei possibili rimedi contrattuali come l'applicazione della legge Madia o la contrattazione di secondo livello, con la richiesta di sollecitare come Regione Fvg il Governo per arrivare all'effettiva siglatura del contratto nazionale.

Preoccupazioni

"Sarà un percorso a tempo determinato - continua Mazzocut -, non una stabilizzazione, per un periodo di 5 anni eventualente prorogabili per altri 5. Oltre alla preoccupazione per il nostro lavoro ci preoccupiamo anche del futuro della ricerca sanitaria con un percorso del genere perché non esiste nessuna pianta organica né finanziamenti strutturali della ricerca. Esisterà (si spera) solo il contratto collettivo nazionale, ma come prospettiva futura non vediamo grosse soluzioni, anzi un impoverimento di tutta la ricerca sanitaria pubblica nazionale".

L'impegno di Riccardi

Come dichiarato dal portavoce del coordinamento, al termine dell'incontro l'assessore "si è impegnato ad aprire un tavolo permanente e questo è un buon risultato, poi ha assicurato il suo impegno per fare in modo che nessuno dei 135 ricercatori precari del Cro e dei 60 del Burlo rimanga a casa il primo gennaio. Si adopererà inoltre ad aprire un'istruttoria per capire quali sono le diverse opzioni contrattuali che possono essere applicate anche in mancanza di una firma del contratto collettivo nazionale".

"Soluzione ponte" dal Burlo

Il Burlo, al proposito, diffonde una nota stampa: "Il Burlo è al fianco dei propri ricercatori ew ha trovato una soluzione ponte - nelle more delle decisioni che competono alle norme nazionali - per garantire continuità lavorativa ai ricercatori e l’attività di Ricerca scientifica. L’Istituto, nel 2017 e 2018, ha provveduto infatti a “mettere in sicurezza” Ricercatori e Ricerca, nel rispetto della normativa vigente, attraverso l’emanazione di circa settanta Avvisi di Collaborazione: in questo modo è stata garantita continuità, e nessun ricercatore del Burlo si troverà nella condizione di cessare il rapporto con l’Istituto il 31 dicembre 2018".

"Nel triennio 2015-2018, -conclude la nota del Burlo - l’Istituto ha posto inoltre grande attenzione alle normative volte alla stabilizzazione del personale precario: è stato possibile stabilizzare tutti coloro che, applicando le normative vigenti, possedevano i requisiti per la stabilizzazione, per un totale di 32 dipendenti".

Sergio Bolzonello (Pd)

Il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello, si fa sentire rivolgendosi direttamente al presidente Fedriga: "Alzi il telefono e faccia quello che abbiamo fatto noi con il Governo un anno fa, quando siamo riusciti a ottenere una proroga di un anno per tutti i ricercatori degli istituti di ricerca italiani, tra cui il Cro di Aviano. Purtroppo questo governo non s’è ne è minimamente interessato del problema perché ovviamente non è un tema che garantisce la prima pagina. Fedriga prenda una posizione per salvaguardare questi ricercatori».

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