Padre separato "sul lastrico": il giudice "alleggerisce" l'assegno

La notizia, che riguarda un 46enne triestino, è di qualche giorno fa: l'assegno è passato ora a 600 euro al posto dei 1000 dovuti in precedenza all'ex moglie e alla figlia di due anni. L'uomo guadagna 1400 euro e deve mantenere anche due figlie avute dalla precedente moglie

Dopo la separazione dalla moglie rischia di venir "strozzato' dall'assegno di mantenimento ma la sentenza del giudice decurta gli oneri concedendogli un po'di respiro. La notizia, che riguarda un 46enne triestino, è di qualche giorno fa: l'assegno è passato ora a 600 euro al posto dei 1000 dovuti in precedenza all'ex moglie e alla figlia di due anni, il tutto tenendo presente che l'uomo deve mantenere altre due figlie avute da un matrimonio precedente e la sua paga è di 1400 euro.

Ricapitolando la storia, che abbiamo raccontato circa due settimane fa, il padre in questione viveva con le due ragazze adolescenti, figlie avute con la prima moglie, poi deceduta per malattia. Ora, per sopravvivere, ha dovuto ospitare in casa anche l'anziana madre, che ora lo aiuta con la pensione e che ha dovuto vendere la casa di famiglia per dargli unamano con le spese. 

I recenti sviluppi

Dopo l'ordinanza del giudice Edoardo Sirza l'assegno è stato, appunto, ridotto a 600 euro, anche se rimane l'obbligo di pagare metà delle spese straordinarie per la figlia piccola, quindi al momento il 46enne deve mantenere due figlie con 850 euro in tutto. Attualmente, invece, l'ex moglie (una 31enne di origini sudamericane, assistita dall'avvocato Ernesta Blasetti) percepisce 600 euro dall'assegno di mantenimento e altri 600 dal suo stipendio, in tutto 1200 euro per mantenere se stessa e la bambina, considerando che al momento non paga alcun affitto in quanto ospite da un amico.

L'avvocato dell'uomo: "Ora maggior equilibrio"

Così dichiara l'avvocato Giovanna Augusta De'Manzano, che assiste il triestino "Ero sicura che il Tribunale avrebbe riportato un maggior equilibrio nella vicenda. Putroppo spesso vedo assegni di mantenimento che mettono uomini e donne in ginocchio, anche in sede di accordi consensuali. Tramite i soldi - continua l'avvocato - si veicolano anche valori umani, per cui capita che assegni troppo impegnativi o troppo esigui tocchino e mortifichino la dignità stessa della persona, come nel caso del mio assistito prima che intervenisse il Tribunale."

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L'avvocato dell'ex moglie: "Tribunale è sempre stato corretto"

Così dichiara invece l'avvocato Ernesta Blasetti, che assiste la 31enne: "L’intervenuta recente modifica del provvedimento in ordine all’ammontare dell’assegno di mantenimento, è conseguita al successivo reperimento di un’attività lavorativa da parte della moglie, sia pure solo a tempo determinato. Il che comporterà, ovviamente, la possibilità di una prossima revisione dell’assegno qualora la situazione economica della moglie lo rendesse necessario. Ne consegue che sia il Tribunale che la Corte d’Appello di Trieste hanno sempre correttamente statuito, bilanciando l’enorme sproporzione tra la situazione del marito e la nullatenenza della moglie collocataria della bambina".

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