Palazzo Aedes, il primo grattacielo di Trieste

Inaugurato nel 1928 la realizzazione vide parecchi blocchi e fermi da parte dell'ufficio tecnico comunale. Il progetto, che audacemente voleva importare il nuovo modello architettonico americano, fu accolto con circospezione. Rivisitato e "abbassato" il nuovo disegno venne approvato definitivamente da Mussolini

Comunemente chiamato "Grattacielo rosso" il Palazzo Aedes si trova in Piazza Duca degli Abruzzi, dove le rive si incontrano con il Canal Grande. Fu costruito tra il 1926 e il 1928 a fianco di Palazzo Gopcevich da un progetto dell’architetto Arduino Berlam. L’edificio trae ispirazione dai nuovi grattacieli di New York in mattoni rossi, ed è infatti noto come il primo vero grattacielo costruito a Trieste. Prima della definitiva approvazione a costruire la struttura che conosciamo oggi, i progetti proposti per la realizzazione del nuovo palazzo erano stati rifiutati quattro volte, fino a quando nel 1926 venne presentato una proposta dalla Società Aedes, i cui disegni erano stati preparati da Carlo Polli.

Il progetto principale si basava su un’idea molto ambiziosa, la creazione appunto di un edificio in stile americano, il "grattacielo" che però l’ufficio tecnico comunale rifiutò poichè riteneva il progetto di: «Eccezionale l’altezza, eccezionale il numero di piani, eccezionale in difetto l’area del cortile interno, eccezionale la larghezza della facciata laterale di via Machiavelli». La commissione chiese dunque di modificare i piani che divennero 9, cambiare la cima dell’edificio e portare l’altezza a 50 metri, rafforzando i pilastri al piano terra.

Fu espressamente richiesto che il bugnato del pianoterra venisse lavorato in modo d'accrescere l’impressione di robustezza affichè conferisse una sicurezza ai cittadini, non abituati a quel nuovo modello di palazzo. Susseguirono ancora disguidi e ritardi sino a quando il prefetto dell'epoca espose il progetto direttemente a Mussolini, il quale diede un parere favorevole la conferma definitiva alla prosecuzione dei lavori. Venne inaugurato il 31 agosto 1928 e fu acquistato dalle Generali nel 1932. Rinomato e dal panorama mozzafiato è l'ultimo piano del palazzo, che nel 1993 divenne sede del Circolo Generali, che in un crescendo di attività, iniziative, concerti e incontri ospitando ospiti illustri, conquistò in breve tempo la fama di essere una "finestra su Trieste, aperta in particolare alla cultura".

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