Crisi Pasta Zara, i sindacati sul piede di guerra: "Inaccettabili le richieste dell'azienda"

Dopo le riunioni tra le sigle sindacali e i vertici dell'azienda svoltesi a Treviso il 3 e 5 settembre, i lavoratori di Muggia ribadiscono il no alle proposte aziendali. La rinuncia alla 14esima e ai premi per cinque anni uno dei temi della discussione

Aspettano lunedì 10 settembre per vedere il Piano Industriale completo che il Management aziendale di Pasta Zara sta preparando. In quell'occasione le sigle sindacali del sito di Muggia capiranno se i vertici avranno tenuto conto di tutte le possibili voci di risanamento, le trattative in corso sugli investitori esteri e nazionali, considerato che l'8 ottobre scade il termine fissato dal Tribunale di Treviso per il deposito del piano industriale. 

Cinque assemblee sindacali

Nella nota spedita dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria si evidenzia come sono state cinque le assemblee sindacali che si sono svolte nelle giornate del 3 e 5 settembre. I vertici aziendali hanno avanzato la proposta, durante l'incontro del Coordinamento nazionale del 31 agosto e presenti i rappresentanti sindacali degli stabiliment di Riese (Treviso), Rovato (Brescia) e per l'appunto quello giuliano. Le OO.SS. unitamente alla RSU del sito di Muggia hanno informato le lavoratrici ed i lavoratori, nelle cinque assemblee sindacali che si sono svolte nelle giornate del 3 e 5 settembre 2018, sulla proposta che i vertici Aziendali hanno avanzato nell’incontro del Coordinamento nazionale tenutosi il 31 agosto u.s. alla presenza delle OO.SS. e RSU degli stabilimenti di Riese (TV), Rovato (BR) e Muggia (TS). "L’Amministratore Delegato Rodolfi per conto dell’azienda - si legge nella nota - ha avanzato alcune richieste che riguardano le maestranze, nello specifico: la rinuncia alla 14esima e alla erogazione del Premio per obiettivi per un periodo stimabile in cinque anni, per tutti i 450 dipendenti del Gruppo. Tale sacrificio è stato motivato con la necessità di abbattere il costo del lavoro ed essere così in grado di presentare, al Tribunale di Treviso, un piano industriale che coinvolga anche le maestranze". 

Il debito di 240 milioni di euro

Il no dei sindacati

"Le lavoratrici ed i lavoratori, dello stabilimento di Muggia, hanno giudicato inaccettabili le richieste nel complessivo e hanno dato mandato alle RSU e OO.SS. di riferire tale loro decisione al prossimo incontro di Coordinamento già calendarizzato per lunedì 10 settembre, sottolineando che il risanamento economico dell’Azienda non può passare solo attraverso un ulteriore sacrificio economico dei lavoratori". Ai lavoratori, al momento, sono state congelate la mensilità di aprile, i ratei di 13esima e 14esima e l’erogazione del premio per obiettivi per l’anno 2017. La preoccupazione da parte dei lavoratori rimane alta, soprattutto dal punto di vista delle "garanzie concrete sul futuro dell'azienda". L'occupazione e la produzione sono i due punti su cui il dibattito sembra essere molto acceso, visto che ne andrebbe del futuro di 450 famiglie. Si aspetta quindi il 10 settembre. 

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