Percorso nascita: in regione prestazioni e servizi soddisfacenti

Presentato stamani a Trieste uno studio compiuto nel biennio 2013-2014 volto a valutare il livello dei servizi offerti dalla sanità pubblica in Friuli Venezia Giulia alle donne in gravidanza fino al momento del parto. L'assessore Telesca: «Il punto critico è necessità di creare un sistema di rete che coinvolga consultori, ostetriche e medici di base»

Il percorso nascita offerto dalla sanità pubblica in Friuli Venezia Giulia caratterizzato da una significativa e diffusa soddisfazione delle prestazioni e dei servizi da parte dell'utenza; un buon livello di informazione sullo stile di vita più adeguato per affrontare una gravidanza e sulle tecniche di sollievo del dolore; infine, la necessità di rafforzare e armonizzare i servizi sociosanitari nelle due fasi, prima e dopo il parto. Il tutto in un quadro generale in cui si registra un innalzamento dell'età media della maternità e un numero elevato di controlli ecografici.

Questi alcuni dei punti emersi dallo studio compiuto nel biennio 2013-2014 dalla Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l'Irccs materno infantile Burlo Garofolo, le Aziende sanitarie regionali e Televita S.p.A. e presentato stamani a Trieste alla presenza dell'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca, del direttore generale del Burlo Garofolo, Gianluigi Scannapieco e di una rappresentanza del Comitato percorso nascita. «In un contesto in cui il dato emerso nel suo complesso appare certamente positivo - ha affermato l'assessore Telesca - va ricordato che l'analisi è stata realizzata prima della riforma sanitaria e che proprio l'aspetto sociale della gravidanza, che lo studio ha messo in evidenza come quello su cui in passato c'è stata meno attenzione, andrà migliorato dalle disposizioni della nuova architettura delle strutture regionali sulla quale stiamo lavorando».

«Il punto critico quindi - ha spiegato ancora l'assessore - non è l'assistenza sanitaria al momento del parto, e neanche la parte relativa ai controlli, quanto la necessità di creare un sistema di rete che coinvolga i diversi soggetti in grado di accompagnare la donna nella gravidanza fisiologica: nell'ambito del distretto sanitario il consultorio, il medico di medicina generale e l'ostetrica, figura questa della quale intendiamo valorizzare le competenze nel percorso che precede e segue la nascita».

L'assessore ha illustrato poi l'indagine, che ha preso in esame in tutto 2094 donne con l'obiettivo di mantenere un orientamento costante sui bisogni della persona rapportati all'offerta del sistema sanitario, in un'ottica di migliorare la qualità delle prestazioni erogate. I casi presi in esame - su base volontaria - sono stati divisi in due campioni distinti: il primo di donne nei primi mesi di gravidanza che hanno usufruito dei servizi sanitari pubblici, il secondo di madri che hanno partorito nei punti nascita della regione. Questo per sondare il gradimento in due fasi ben distinte, in cui le aspettative e l'esperienza vissuta possono influenzare l'impatto emotivo.

La raccolta delle informazioni è avvenuta telefonicamente attraverso due questionari calibrati a seconda del campione. Dai risultati emerge la soddisfazione per l'assistenza ricevuta, sia sul numero di visite (93%), sia sui corsi di accompagnamento alla nascita (90,4%) e sulle informazioni per avere autonomia nella gestione domestica del bambino (91,1%). L'analisi mette altresì in evidenza come la struttura a cui le donne si rivolgono maggiormente sia l'ambulatorio ospedaliero (66,%), a seguire il privato (23%) e infine il consultorio familiare (10,7%). Buona l'informazione e la qualità dei servizi sanitari per circa il 90% delle intervistate, mentre si registra una conoscenza al di sotto del 50% dei servizi sociosanitari offerti e dei diritti garantiti dalla maternità. Infine, oltre al dato del 59% che ha scelto l'analgesia nella fase del travaglio, una curiosità: il 91% delle donne ha voluto avere vicino una persona di fiducia al momento del parto.

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