Giardini inquinati: presentata in Consiglio regionale la petizione per la bonifica

Sono 261 i cittadini che l'hanno sottoscritta tra cui la prima firmataria Alda Sancin che ne ha illustrato i contenuti

Una petizione per la bonifica dei giardini inquinati di Trieste è stata presentata in Consiglio regionale al presidente Franco Iacop, presente il consigliere Andrea Ussai.
A illustrarne i contenuti la prima firmataria Alda Sancin, che a nome dei 261 cittadini che l'hanno sottoscritta, ha ricordato dettagliatamente le motivazioni su cui si basa, partendo dalla direttiva europea sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale.

Sancin ha ricordato che dalle analisi Arpa il terreno di alcuni giardini pubblici di Trieste è risultato inquinato al punto da indurre il sindaco a interdire con ordinanza l'accesso alle rispettive zone versi; che le analisi delle diossine presenti nei campioni di terreno eseguite da Arpa evidenziano a Servola diossine e furani in quantità quasi doppia rispetto al resto della città; che questo inquinamento è stato definito "diffuso" senza precisare quali ne siano le fonti; che non essendo stati individuati i responsabili dell'inquinamento, la bonifica verrà effettuata mediate l'impiego di fondi pubblici, azione questa che richiede massima trasparenza anche in merito ai risultati ottenuti.

In considerazione di tutto ciò i firmatari della petizione chiedono che l'episodio non venga definitivamente archiviato come un caso di "inquinamento diffuso " e che di conseguenza, contestualmente alle necessarie e urgenti operazioni di bonifica tramite fitorimedio, la Regione ponga in essere tutti gli atti necessari al riconoscimento delle sorgenti inquinanti e alla determinazione qualitativa e quantitativa del contributo di ciascuna di esse nell'inquinamento di questi giardini, con il duplice scopo di individuare eventuali responsabilità dirette, e di stabilire se, e in quale misura, le sorgenti inquinanti siano ancora attive e se lo siano in misura tale da vanificare le azioni di bonifica con il persistere di nuove e continue ricadute di materiali omologhi a quelli in corso di bonifica.

Sancin, intervenuta insieme con una rappresentanza dei sottoscrittori della petizione, ha anche consegnato al presidente Iacop un sacchetto contente una piccola quantità delle polveri di ricaduta che i cittadini residenti a Servola raccolgono quotidianamente nelle loro proprietà, e una serie di immagini scattate dai cittadini stessi che testimoniano le polveri ricadenti.
Il presidente Iacop ha accolto la petizione e, sottolineando sia che le aree interessate sono di proprietà comunale, sia l'impegno della Regione per le bonifiche, ha assicurato la trasmissione immediata alla competente Commissione affinchè possa aprirsi il confronto e l'approfondimento sugli aspetti che attengono alla questione.