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Manifestazione davanti al carcere, Roberti: "Infangata la memoria dei figli delle stelle"

Il video del presidio organizzato dall'Assemblea permanente contro il carcere e la repressione nella giornata di sabato 16 novembre, è stato ripreso dall'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti: "Giudizi severi adesso, tutti denunciati"

 

"Ci ho pensato a lungo prima di pubblicare questo video. Alla fine ho deciso di si, è giusto farlo, è giusto che la maggioranza silenziosa si indigni, provi disgusto e rabbia per questa gente che non può essere semplicemente ignorata perché purtroppo c’è, esiste e ci dobbiamo fare i conti". Le parole sono dell'assessore regionale Pierpaolo Roberti che nella mattina di oggi 21 novembre ha postato sul proprio profilo Facebook un video che ritrae il comizio di alcuni attivisti dell'Assemblea permanente contro il carcere e la repressione, manifestazione che ha avuto luogo lo scorso 16 novembre e non ieri come erroneamente riportato da alcune pagine social. 

"Lavoro da mercenari"

Nel lungo video (oltre cinque minuti di riprese ndr) si possono ascoltare le affermazioni degli attivisti che, nel testo, menzionano anche i due agenti di Polizia uccisi lo scorso 4 ottobre all'interno della Questura di Trieste. "Il loro è un lavoro da mercenari" e "noi le lacrime per i due poliziotti uccisi non le versiamo, indipendentemente dalla dinamica di una situazione che anche a noi scuote, perché vogliamo capire le cause sociali che portano a fatti del genere" sono solamente alcuni dei passaggi "incriminati" da Roberti. 

Le parole del video

"I due caduti hanno scelto di impugnare le armi - continua il video - servendo lo Stato. La loro era una scelta consapevole. Chi per lo stipendio, chi per dare una mano, chi per un minimo di potere. Sono caduti facendo un servizio che danneggia la libertà, imponendo con la forza delle leggi di altri i quali sfruttano i loro servizi e attraverso di essi sfruttano le masse ignoranti". Nel comizio si sente la domanda rivolta direttamente alla cittadinanza: "Perché non si è scesi in piazza per la morte di Riccardo Rasman ucciso da poliziotti nel suo appartamento nel 2006?" e ancora, sempre nel video "il compagno Pedro, ucciso dalla Digos di Trieste in via Giulia". 

"Ora mi auguro tutti denunciati, processi svelti e giudizi severi per chi ha infangato la memoria dei nostri figli delle stelle e di tutta la città" così la conclusione del post di Pierpaolo Roberti. Nella vicenda è intervenuto anche il segretario provinciale della Federazione Sindacale di Polizia, Edoardo Alessio che ha puntato il dito contro il gruppo anarchico Germinal, che tuttavia non sembrerebbe essere coinvolto ufficialmente. "Gravi dichiarazioni quelle fatte dal gruppo anarchico Germinal nella manifestazione davanti al carcere di Trieste" ha scritto il rappresentante sindacale. 

La Fsp contro il gruppo Germinal

"Fortunatamente tali dichiarazioni sono frutto di uno sparuto e quanto meno insignificante numero di ragazzetti privi di coscienza - scrive Alessio - l’indignazione per quanto accaduto nella manifestazione a seguito delle farneticanti parole del leader anarchico hanno portato la solidarietà della gente , inorridita dalle parole espresse dal gruppo Germinal e indignata per la durezza delle stesse". 

"Il ricordo di Rotta e Demenego non verrà sicuramente oscurato dalle vituperate e deliranti parole del Germinal che sono l’espressione più nera della politica cittadina, i due eroi caduti nell’adempimento el dovere saranno sempre nei cuori nostri e dei colleghi di ogni arma e corpo di Polizia cittadino. Lasciamo ora lo spazio alla giustizia che sicuramente prenderà in carico il caso per fare chiarezza". 

   

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