Pietre d'inciampo per le vittime delle foibe: arrivano le critiche dalla comunità ebraica

Adachiara Zevi, che coordina l'apposizione delle pietre d'inciampo a Roma: "un furto di proprietà, le pietre sono state create per ricordare le vittime del nazifascismo". Lo storico Vercelli: "Ogni paragone o accostamento alla Memoria della Shoah è da rigettare"

Le pietre d'inciampo per ricordare le vittime delle foibe, iniziativa di Fratelli d'Italia in occasione del Giorno del Ricordo, ha incontrato forti critiche nella comunità ebraica italiana. Come rivela il TGR FVG, il portale dell'ebraismo italiano "moked" riporta una dichiarazione di Adachiara Zevi, che coordina l’apposizione di pietre d’inciampo a Roma, e che definisce l'idea "un furto di proprietà, poichè le pietre sono state create per ricordare le vittime del nazifascismo e non possono diventare simbolo di altre questioni, senza nulla togliere al dramma delle foibe". Per lo storico Claudio Vercelli, esperto nella storia del confine orientale in quegli anni, "ogni paragone o accostamento alla Memoria della Shoah è da rigettare" e parla di sfruttamento della vicenda per finalità politiche.

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Nel frattempo prosegue l'iter per l'installazione delle pietre d'inciampo, la cui posa dovrebbe avvenire nelle prossime settimane. Tuttavia uno dei blocchi di marmo presentati in conferenza stampa sabato scorso, quello in ricordo di Norma Cossetto, dovrà essere sostituito in quanto riporta una data scorretta. La giovane istriana, infatti, è stata infoibata il 4 o 5 ottobre, non maggio come riportato sull'incisione. Le pietre, in ogni caso, non sarebbero state ancora consegnate fisicamente al Comune.

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