"Pochi poliziotti per fronteggiare migrazioni", l'appello dalla Slovenia

Emergenza segnalata dai sindacati della Polizia Slovena, che avanza critiche dure al governo. Dal premier e dal ministero dell'interno arriva la replica: "Colpa delle politiche di risparmio del precedente Governo"

I sindacati di Polizia Sloveni segnalano uno stato di crisi: come riporta un servizio di TV Capodistria viene lamentato un sovraccarico di lavoro dei poliziotti, e si sottolineano fortemente le responsabilità del Governo nella difficile situazione al confine con la Croazia in merito agli attraversamenti illegali dei migranti. Secondo i sindacati "questo governo e il Ministero dell'Interno non hanno fatto assolutamente nulla dall'inizio del loro mandato. Manca il 30 percento di poliziotti e la Polizia non sa più da dove attingere il personale".

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La replica dal Governo

Arriva prontamente la replica del ministro dell'interno Boštjan Poklukar e dal premier Marian Sarec. Dal dicastero di Poklukar si dichiara che l'assunzione di nuovo personale in Polizia è una questione prioritaria e che l'attuale carenza di risorse umane è dovuta alle politiche di risparmio del precedente Governo. Per quel che riguarda il confine con la Croazia, secondo il Ministero dell'Interno, la situazione è sotto controllo.

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Sulla questione il premier ha ribadito il suo rispetto per le forze di Polizia Slovene, aggiungendo che l'obiettivo del governo è far sì che la Slovenia rimanga un paese sicuro. Secondo i sindacati le annunciate pattuglie congiunte sloveno-italiane non faranno che aggravare la carenza di personale. Proprio oggi, a Roma, la direttrice generale della Polizia Slovena Tatjana Bobnar ha concordato con l'omologo italiano Franco Gabrielli la formazione di pattuglie miste al confine. 

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