A Trieste è nato Podemo, un nuovo movimento politico

“Il tempo delle lamentele deve finire e ognuno di noi deve prendersi delle responsabilità, cominciando ad agire oggi per costruire un futuro migliore”. Un progetto che punta "sull’innovazione e sull’internazionalizzazione di Trieste" e che correrà alle elezioni amministrative del 2021

“Il tempo delle lamentele deve finire e ognuno di noi deve prendersi delle responsabilità, cominciando ad agire oggi per costruire un futuro migliore”. È questo, in sintesi, il punto da dove parte il percorso del nuovo movimento politico “Podemo”, un progetto che punta sull’innovazione e sull’internazionalizzazione di Trieste e che correrà alle elezioni amministrative del 2021. “L’obiettivo è quello di entrare in consiglio comunale, per poter confrontare da vicino la mediocre e fallimentare classe politica del passato” afferma Arlon Stok, 34 anni e con un passato all’estero, tra gli ideatori e membro del consiglio direttivo di Podemo.

Vicini ai temi del TLT

“Siamo slegati da qualsiasi gruppo di interesse e vogliamo far partire una nuova fase di progettualità che possa portare ad una Trieste viva ed internazionale” continua Stok. Podemo non nasconde la vicinanza alle tematiche del Territorio Libero di Trieste, anche se “è nella natura e nella posizione di Trieste l’essere internazionale; il 90 per cento di quanto proponiamo è stato pensato per essere applicato in tempi brevissimi e indipendentemente dalle leggi in vigore”.

"Chi amministra oggi non sa sviluppare le potenzialità di Trieste"

Il famoso “gavemo le carte” – spazzato via dalla sagace ironia degli avversari politici nel dissacrante “gioco” mediatico conseguente – secondo Podemo “non può rappresentare un manifesto politico. Tutti noi triestini sappiamo bene quali siano le potenzialità di Trieste, e siamo perfettamente coscienti di come chi oggi la amministra non sia minimamente in grado di svilupparle”.

Secondo Stok “siamo arrivati al punto di aver perso quasi un terzo della nostra popolazione e, dopo decenni di depressione socioeconomica, come cittadini coscienziosi non possiamo davvero più fare finta di niente”.  Podemo strizza l’occhiolino alle cause dell’indipendentismo. “A Trieste abbiamo già alcune fra le condizioni più vantaggiose possibili: una posizione geografica perfetta, privilegi fiscali unici nel continente, una varietà naturalistica e culturale invidiabile, ricchezza enogastronomica, e una mentalità che permette di bilanciare vita e lavoro”.

"Realizzare il futuro"

“Uno dei vantaggi innegabili che Trieste possiede oggi – continua Stok - è la legge internazionale in vigore sul nostro Porto e Territorio che, una volta applicata e messa a disposizione alla comunità internazionale, è in grado di garantire ai triestini non solo un livello di benessere ed occupazione estremamente elevato, ma soprattutto la possibilità di progettare e realizzare qui il proprio futuro”.

Rompere la disillusione e lo sconforto

Podemo lamenta il fatto che “la città genera ogni anno circa 4,6 miliardi di euro in introiti pubblici (tasse, accise e altro, da dati riferiti al 2017), di cui oltre 1 miliardo e mezzo all’anno semplicemente spariscono, non venendo reinvestiti nella realtà locale”. Il manifesto politico di Podemo si tinge di Mitteleuropa con “la conoscenza delle lingue deve tornare ad essere considerata uno strumento utile, e non qualcosa di ideologico”, per poi lanciare la sfida alla classe dirigente locale “per rompere il paradigma di sconforto e disillusione in cui è caduta Trieste”.

Il consiglio direttivo

I membri del consiglio direttivo del movimento PODEMO sono Massimo Amodeo, Stefano Fierro, Marco Frank, Matteo Macchioro, oltre che Arlon Stok. “Il programma è già online e consultabile da tutti – conclude proprio Stok – e utilizziamo, infine, una piattaforma personalizzata Podemo Meeting, per condividere informazioni e idee per il futuro”.

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