Politeama Rossetti: da Venerdì 7 Novembre "Artemisia Gentileschi" in Sala Bartoli

19.19 - Ripercorre la figura forte della pittrice e il suo morboso rapporto con il padre. Un rapporto ricco di tensioni reso in scena da Fulvio Falzarano e Silvia Siravo. L'attualità dell'argomento fa della piéce un momento di riflessione legato ad un progetto contro la violenza sulle donne. Per questo motivo una replica in mattinée sarà riservata agli studenti delle scuole superiori".

«Chi penserebbe che sopra un lenzuolo studiato di candori e ombre diacce degne d'un Vermeer a grandezza naturale, dovesse avvenire un macello così brutale ed efferato (…) Ma - vien voglia di dire - questa è la donna terribile! Una donna ha dipinto tutto questo? (…) che qui non v'è nulla di sadico, che anzi ciò che sorprende è l'impassibilità ferina di chi ha dipinto…» con quanto stupore il critico Roberto Longhi commentava, nel 1916, uno dei capolavori di Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne.

In effetti gli studiosi intravvedono in questo ed in altri suoi quadri i segni del dolore e dell’odio provocati in lei da una grave violenza subita, ma anche gli indizi di una personalità emancipata e nonostante tutto forte.

Personalità al centro di Artemisia Gentileschi spettacolo di Lino Marrazzo che va in scena da venerdì 7 a domenica 9 novembre alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti.

Si tratta di un allestimento e testo inedito che Scuola di Musica 55 in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e con il contributo dell'Assessorato Pari Opportunità della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, presentano a Trieste per la prima volta, legato a un progetto dedicato alla promozione e divulgazione della cultura contro la violenza sulle donne.

Nata nel 1593 a Roma da Prudenzia e Orazio Gentileschi, Artemisia rimane orfana di madre e cresce con il padre pittore che la avvia all’arte sotto influenze caravaggesche. Mostra un talento immediato e potente, ma si scontra con i limiti della condizione femminile di allora. Di lei non si conosce molto altro, se non le note di uno scarno diario, la sua pittura, gli atti di un doloroso processo per lo stupro subito da un pittore amico del padre, il quale a propria volta le riserva morbose attenzioni.

Proprio questo rapporto padre-figlia, pieno di chiaroscuri, ha sollecitato la fantasia di Lino Marrazzo, interessante autore e regista triestino cui si deve uno spettacolo ricco di tensioni emotive e di input attuali, costruito sul vivido confronto psicologico fra un’appassionata Artemisia (interpretata da Silvia Siravo) e suo padre, a cui Fulvio Falzarano (reduce dal successo nello spettacolo di produzione dello Stabile Il tormento e l’estasi di Steve Jobs) saprà donare luci e ombre, tratti duri e dissoluti.

Taglio preoccupantemente attuale, quello scelto da Marrazzo: fa dello spettacolo un momento significativo in un progetto dedicato alla promozione e divulgazione della cultura contro la violenza sulle donne.

Proprio l’attualità del tema ha indotto a riservare una replica straordinaria dello spettacolo - che si terrà lunedì 10 novembre in mattinée – agli studenti delle scuole superiori che seguiranno Artemisia Gentileschi nell’ambito del già citato progetto dedicato alla promozione e divulgazione della cultura contro la violenza sulle donne dell'Assessorato Pari Opportunità della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

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Artemisia Gentileschi scritto e diretto da Lino Marrazzo con Fulvio Falzarano e Silvia Siravo e con gli effetti sonori di Maurizio Bressan, va in scena da venerdì 7 a domenica 9 novembre alle ore 21. Domenica 9 invece, come di consueto, la recita è solo pomeridiana con inizio alle 17.  I pochi posti ancora disponibili si possono acquistare presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti e accedendo attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line cliccando qui.

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