Politeama Rossetti, in attesa del nuovo direttore critiche ed elogi all'indirizzo di Antonio Calenda

9.00 - La stampa, ieri, ha riportato diverse dichiarazioni negative verso l'operato del Direttore, che però dalla sua ha i numeri e l'appoggio della Lega Nord

«Bravo Calenda. Nessuna critica potrà scalfire la qualità del suo operato. Antonio Calenda ha svolto un ottimo lavoro e ogni critica verso il suo operato risulta assolutamente fuori luogo». Il capogruppo della Lega Nord alla Camera Massimiliano Fedriga difende il direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dalle accuse mossegli da un gruppo di attori e registi locali che lo attaccano riguardo la sua presenza in città e le scelte operate riguardo la prosa e il musical.

«Il Rossetti, sotto la guida di Calenda, si è affermato quale centro culturale di primissimo piano su scala nazionale sia in virtù degli spettacoli ospitati che di quelli prodotti - spiega Fedriga -: un risultato lusinghiero che si può comodamente leggere nell’ultimo bilancio, dove emergono dati quali gli oltre 170mila spettatori nella sola stagione 2013-2014 e un incasso incrementato del 30% su base annua fino a sfiorare i 3,5 milioni di euro. Qualunque critica viene dunque facilmente messa a tacere da statistiche di inconfutabile valore». 

«Ricordo inoltre - insiste il deputato - che Antonio Calenda fu chiamato a Trieste da un presidente espressione del centrosinistra e che, proprio in ragione della sua straordinaria professionalità, mantenne salde le redini dello Stabile anche durante i successivi anni in cui il Teatro si ritrovò con un Cda di diverso orientamento politico... Dispiace dunque sentire che un manipolo di artisti non voglia riconoscere gli enormi meriti dell’era Calenda e che, con malcelata autoreferenzialità, non trovi meglio da fare che criticare il direttore uscente».

«Il teatro - conclude Fedriga - è sì luogo di produzione e divulgazione di cultura, ma deve anche rispondere alle esigenze di un bilancio che sta in piedi solo in presenza di un adeguato riscontro da parte del pubblico. Voci contrarie non possono che essere classificate quali figlie della frustrazione di qualche radical chic, arroccato su posizioni elitiste secondo cui gli spettacoli devono soddisfare una cerchia ristretta di intellettuali e tagliare conseguentemente fuori la gente comune».

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Come detto gli oppositori di Calenda e di un "nuovo Calenda" hanno criticato il Direttore uscente accusandolo di essere poco a Trieste e di dare troppo spazio alle ospitalità (puntando il dito sopratutto sui musical), trascurando la compagine artistica locale che pretende una valorizzazione maggiore e si agura che appunto il nuovo direttore guardi in questo senso, cioè si occupi di produzione di cultura con attori e registi locali

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