Il Coordinamento Lavoratori Portuali "rompe" con Usb: "Vogliamo contratti specifici"

Il 26 luglio scorso a Roma si è svolta una riunione che, secondo il Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste, lascia intravedere uno spiraglio in merito al regime fiscale previsto dal Trattato di Pace di Parigi. "E' ora di tirar la testa fuori dalla sabbia". La replica di Usb: "Istanze mai condivise con noi"

"Il 26 luglio scorso una delegazione dei lavoratori del porto di Trieste è andata a Roma per discutere delle agevolazioni fiscali spettanti ai lavoratori stante la specificità del regime di porto franco, in base all'allegato VIII del Trattato di Pace di Parigi del 1947. Nel corso della riunione si è chiarito che nel porto il regime è quello vigente dall'allegato. Infine, si è delineata una intesa sul diritto dei lavoratori ad avere una forma specifica di tassazione dei salari, tramutabile con i tempo in un vero e proprio contratto specifico". 

Il virgolettato proviene dal Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste che oggi 13 agosto si è riunito presso il Knulp di via Madonna del Mare per una conferenza stampa convocata con l'intenzione di rendere nota la situazione successivamente all'incontro romano. "Abbiamo portato la nostra istanza appoggiata da 600 firme al Ministero delle Finanze, una richiesta rivolta alla necessità di un contratto specifico per i lavoratori del porto" così ha introdotto Stefano Puzzer, portavoce del CLPT.

L'appuntamento del 13 settembre è stato rinviato

Alla riunione del 26 luglio erano presenti anche il capogruppo al Senato dei Cinque Stelle, il triestino Stefano Patuanelli, nonché il presidente dell'Autorità Portuale Zeno D'Agostino, l'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, oltre ai massimi vertici dirigenziali dell'Agenzia delle Entrate e del Ministero delle Finanze e dei Trasporti. "Ora dovremo vedere gli sviluppi della situazione relativa alla crisi di governo - ha aggiunto Puzzer - anche perché il voto di fiducia sull'esecutivo avverrà il 20 agosto". 

In un primo momento infatti, la delegazione del CLPT si era accordata per una successiva riunione da svolgersi il 13 settembre prossimo. "Nel caso arriveremo ad un accordo ci sarà da aspettare l'ipotetica formazione del nuovo governo". La conferenza stampa di questa mattina ha fornito l'occasione ai rappresentanti del CLPT per spiegare la rottura con Usb, scissione avvenuta ormai qualche tempo fa e che porterebbe con sé una serie di strascichi anche di natura politica.  

La scissione interna

"A causa della messa in politica del sindacato - ha continuato Puzzer - noi non ci siamo trovati d'accordo, visto che noi non siamo alla ricerca di tessere o strumentalizzazioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'azione di un esponente nazionale dell'Unione Sindacale di Base che, durante l'incontro a Roma, non aveva idea delle nostre istanze, diramando un comunicato assolutamente fuorviante il giorno successivo". 

Puzzer segue una linea che esprime gratitutidne ma che non lascia spazio ad ulteriori sviluppi. "Va ringraziato comuque Usb per l'apporto che ci ha dato negli anni ma a questo punto non siamo più in grado di mantenere questi rapporti". Immediata la risposta del sindacato che, con una nota inviata proprio nel pomeriggio di oggi, ha fatto sapere che "le motivazioni che il CLPT ha espresso formalmente per spiegare la rottura con USB sono di tipo economico".

La replica di Usb

"Il nostro coordinamento provinciale ritiene però che le motivazioni di questa rottura siano riconducibili alla incompatibilità, divenuta ormai inconciliabile, tra due modi di intendere il ruolo del sindacato dentro il porto di Trieste" così Usb attraverso la nota stampa. "A Roma - continua il comunicato -  all’incontro le proposte avanzate dal CLPT sono state altre, mai condivise con USB: proposte a tratti imbarazzanti come gli accenni ad una Flat-tax, nonché la richiesta di detassare senza limite gli straordinari, una proposta che favorisce solo gli imprenditori, col rischio di essere costretti a lavorare di più facendo venire meno la necessità di nuove assunzioni". 

Secondo Usb "i lavoratori non hanno mai chiesto al CLPT di avanzare richieste del genere". Sempre in base alle dichiarazioni di Usb tutte le opportunità occupazionali relative all'allegato VIII non possono "essere messe in mano a soggetti che oggi non hanno più alcuna rappresentatività. Oggi il CLPT (che non è firmatario di alcun accordo in porto) rischia di non avere alcun tipo di rappresentatività riconosciuta, in quanto gli accordi sindacali sottoscritti in porto sono sottoscritti formalmente da USB e alla nostra organizzazione appartiene il diritto alla negoziazione e le aziende sono già consapevoli di ciò". 

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