Porto: nuove prospettive contrattuali per 63 addetti allo scarico del caffè

A questi lavoratori non si applicano le norme sul lavoro portuale, con differenze al momento penalizzanti. Si lavora per incorporarli nella cooperativa portuale, con migliori condizioni contrattuali

Al via la riorganizzazione del lavoro per i 63 addetti alla movimentazione dei sacchi di caffè nel porto di Trieste. Due i punti cruciali: ripartire il lavoro pesante su più persone e adeguare le condizioni contrattuali di coloro che hanno accumulato più anzianità. Come spiega a Telequattro il direttore generale dell'Authority Mario Sommariva, gli operatori che hanno spostato per decenni contenitori da 60 chili meritano un trattamento differente. A questi non si applicano le norme sul lavoro portuale, con differenze al momento penalizzanti, anche a livello di ferie e premi. 

Questo ha dato il via a un dibattito con sindacati e lavoratori nell'incontro di venerdì 19 gennaio. Al momento le squadre di lavoro spostano 900 sacchi per turno con 3 addetti: uno al carrello e due che lavorano a mano. Si lavora per integrare parte dell'attuale manodopera (con relativi vantaggi) nella cooperativa portuale, che conta 134 addetti, in modo da distribuire questa occupazione usurante su molti più lavoratori, con la prospettiva di differenziare la professionalità degli scaricatori e ridurre le malattie proffessionali.

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