Accordo sul porto, D'Agostino: "Noghere porta marittima per l'Ungheria"

Il presidente dell'Autorità Portuale di Trieste ha firmato questa mattina l'importante accordo che trasforma lo scalo giuliano nella piattaforma logistica per l'area danubiana. "Questo investimento riguarda attività ad altissimo valore aggiunto e apre a una nuova visione del porto di Trieste"

E' stata una giornata storica per il porto di Trieste quella che ha visto la firma di un importante partnership commerciale tra il governo italiano e quello ungherese. Poco prima di pranzo infatti è stato siglato un accordo che vede l'acquisto da parte magiara di un'area dello scalo giuliano corrispondente a 32 ettari per 300 metri di banchina, e di un investimento lordo pari a 31 milioni di euro per una concessione della durata di 60 anni. All'evento hanno partecipato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimliano Fedriga, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto e il presidente dell'Autorità Portuale Zeno D'Agostino. 

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Le parole di D'Agostino

"L’accordo siglato oggi rappresenta il compimento di un lavoro durissimo - ha affermato proprio D'Agostino - iniziato nell’autunno del 2017. Al contempo, è solo l’inizio di una fase più concreta di sviluppo, un grande risultato per il porto, la Regione e l’intero sistema Italia”. Il numero uno del porto ha continuato affermando che il regime di Porto Franco ha avuto un ruolo essenziale nel convincere l’Ungheria, che è uno dei mercati più dinamici con cui stiamo dialogando. Questo investimento riguarda attività ad altissimo valore aggiunto e apre a una nuova visione del porto di Trieste come area di interesse per gli investimenti di partner europei”. 

La zona interessata dall'accordo

L’area interessata dall’accordo, si legge nella nota dell'AP, sede in passato dell’impianto di raffinazione petrolifera Aquila, è caratterizzata da una banchina con un pescaggio di 13 metri e sarà destinata in prevalenza al commercio estero ungherese. Comprensivo di un’ampia area logistica di retro-banchina adatta allo stoccaggio e alla manipolazione delle merci, il sito oggetto di compravendita offrirà anche un’occasione di sviluppo per tutti i traffici di interesse per il porto, nelle componenti marittima e logistica. 

A cosa serve l'accordo

Il protocollo, al di là dell'ufficializzazione dell'accordo, in realtà serve anche alla "risoluzione delle  questioni relative allo stato di Sito Inquinato di interesse Nazionale (SIN) presso il Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia". Inoltre, conclude la nota, ci sarà "la possibilità di attivare rapidamente sul sito, o su una porzione di esso, il regime di Porto Franco". Infine, sarà l'occasione per "il ripristino e l’adeguamento dei raccordi ferroviari pubblici esistenti con  la stazione Aquilinia. Il tutto con il coinvolgimento del Comune di Muggia nella pianificazione dello sviluppo futuro dell’area". 

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