Profughi al Silos, Ics: «Problema va affrontato con una struttura “di transito”»

Quanto alla mensa Caritas, il direttore Amodeo precisa che «è aperta a chiunque ogni giorno dell’anno, senza alcuna distinzione di provenienza, etnia, religione o altro»

In riferimento alla notizia apparta sulla stampa locale che riporta alla ribalta la presenza di profughi al Silos, l'Ics precisa che «proprio questa mattina era stata programmata ed è avvenuta la partenza da Trieste di un pullman con i migranti che alloggiavano nella struttura fatiscente per un trasferimento in un'altra città. Il problema è pertanto, al momento, risolto. Sarebbe opportuno che la stampa locale si interroghi sull'origine di simili problemi, destinati a ripetersi nella misura in cui non vengono fornite soluzioni, che non possono essere trovate nell'ulteriore ampliamento del sistema di accoglienza locale: Trieste infatti, per la sua posizione geografica, è da sempre luogo di arrivo di vie di fuga per molti rifugiati e, se la maggior parte degli stessi trova immediata accoglienza in città, il numero degli arrivi, a volte repentini, va affrontato predisponendo una struttura “di transito”, che apra solamente per i pochi giorni in cui il sistema cittadino non ha posti sufficienti in accoglienza, ovvero per il tempo nel quale sia organizzato il trasferimento».

«Il motivo principale per cui tale struttura non si riesce a trovare è il clima di totale ostilità che circonda il mondo dell'accoglienza, e che rende il nostro lavoro sempre più difficile - accusa il consorzio di solidarietà -: negli ultimi anni, ogniqualvolta si è aperta una struttura di questo tipo, le proteste di alcune forze politiche e di una parte della cittadinanza, piccola ma molto aggressiva, hanno impedito che si trovassero soluzioni adeguate e rapide. Fino a quando una struttura adatta allo scopo non verrà trovata e i trasferimenti non verranno effettuati con regolarità e tempestività la situazione al Silos non potrà dirsi del tutto risolta nonostante l'impegno quotidiano di Ics e Caritas».

Sempre in riferimento all'articolo sopracitato, il direttore della Caritas Diocesana Alessandro Amodeo, tiene a precisare che «il servizio mensa della Caritas Diocesana è aperto a chiunque ogni giorno dell’anno, senza alcuna distinzione di provenienza, etnia, religione o altro. Chiunque si presenti alla porta della mensa riceve accoglienza, un pasto caldo e se necessario altri servizi quali docce, ricambio di vestiario, visita medica, assistenza. La prova di ciò è il numero di pasti sfornati quotidianamente dalla nostra cucina, circa 800, ben superiore alla quantità di richiedenti asilo presi in carico da questo ente. Chi non utilizza i servizi Caritas lo fa perché desidera servirsi diversamente».

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