Psicologia dell'apprendimento, Aripa e UniTs insieme per la ricerca

Facoltà di Psicologia e di Airipa Università e Scuola unite per combattere i disturbi dell’apprendimento. Fondamentale la prevenzione: problema riguarda fino al 5% popolazione

Foto Aiello

"Per un percorso di crescita e di inclusione: sinergia tra Università e scuola". È questo il titolo di una giornata di approfondimento fortemente voluta dall’Università di studi di Trieste, Dipartimento di scienze della vita, e dall’Airipa, Associazione italiana per la ricerca e l’intervento nella psicopatologia dell’apprendimento.

Una sinergia fondamentale perché mette assieme tutta l’attività accademica e di formazione con la pratica quotidiana negli studi professionali privati e nelle strutture pubbliche del Friuli Venezia Giulia che si occupano di disturbi dell’apprendimento.

L’evento si è svolto al Campus universitario e si è aperto alla città, con decine di varie figure professionali che gravitano attorno al mondo della scuola che hanno potuto aggiornare le loro conoscenze in un ambito ancora troppo poco conosciuto, sebbene questo tipo di problematica riguardi tra il 3 e il 5% della popolazione scolastica complessiva.

Coordinata dalla professoressa Maria Chiara Passolunghi, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione, l’attività ha permesso di sviscerare quanto si sta facendo nei vari istituti, prima di valorizzare la fondamentale collaborazione tra Psicologia e scuola e di addentrarsi nelle varie possibilità di intervento con gli alunni affetti da disturbi del comportamento, relazione a cura del professor Claudio Vio, psicologo e psicoterapeuta e dirigente all’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile di San Donà (Venezia).

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“Questo tipo di attività in futuro dovrà diventare sistematica - ha commentato Passolunghi -: mettere assieme le varie competenze, in un’equipe di lavoro multidisciplinare, permetterà di intercettare prima questo tipo di disturbo e di intervenire con competenza, valorizzando quello che dovrà essere il ruolo delle famiglie nel lungo percorso di affiancamento a bambini e ragazzi”.

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