Raccolta "per i bambini italiani", Giorgi: «Una comunicazione mal formulata»

«Siamo l’unico paese al mondo che taccia di razzismo o di populismo chi intende aiutare prima i propri connazionali e poi gli altri. È triste e folle questa cosa»

«Indubbiamente c’è stata una comunicazione mal formulata». Ecco il commento finale dell'assessore al commercio ed eventi correlati Lorenzo Giorgi sulla lunga polemica sorta in seguito alla promozione di una raccolta di giocattoli "per bambini italiani", in occasione dell'epifania. Così l'assessore in un post su Facebook: «Due concetti che ho fuso in uno soltanto, cosa più sbagliata che ci sia quando poi qualcuno è pronto a spararti addosso per qualsiasi cosa negativa fai. Ovviamente le positive non vengono mai prese in considerazione, neanche da alcune associazioni che hanno ricevuto diversi contributi da manifestazioni di volontariato coorganizzate dal mio assessorato, e oggi sparano a zero».

«Da una parte - continua Giorgi - l’assessore amministratore pubblico Lorenzo Giorgi che collabora con TUTTE le associazioni, che vengono a portare la loro proposta, qualsiasi iniziativa a favore del volontariato! Tutte senza alcuna distinzione, ma questo concetto entra da un orecchio ed esce dall’altro a queste persone che utilizzano le parole solo per strumentalizzazione. In questa manifestazione della befana si cercano di privilegiare, per scelta dell’associazione che settimanalmente si fa in quattro per aiutare le famiglie, i concittadini triestini! E quindi nessuna discriminazione ma soltanto un caso montato ad arte. Nessun bambino andrà quindi discriminato e riceverà il dono a prescindere dalla sua etnia, razza, religione eccetera».

«Allora perché ho scritto italiani in maiuscolo? - si domanda l'assessore - Qui entra in gioco l’esponente politico Lorenzo Giorgi che ha voluto sottolineare come sia importante che ci siano associazioni che si occupino ANCHE dei nostri bambini e dei nostri anziani. Ribadisco, da politico, aiuto per tutti ma prima per chi ci ha permesso di essere oggi qui a discutere; i nostri nonni che magari non hanno i soldi per pagare la bolletta della luce, o le famiglie che non arrivano a fine mese! Siamo l’unico paese al mondo che taccia di razzismo o di populismo chi intende aiutare prima i propri connazionali e poi gli altri. L’unico al mondo! È triste è folle questa cosa!».

«Certo i bambini devono restare fuori - sottolinea Giorgi - e questo è l’errore di comunicazione del post! Ma qui non è il concetto di aiutare prima i connazionali o meno, qui è la strumentalizzazione di una politica marcia che divide la testa delle persone. Non mi piace, non ci sto, troppo facile sparare a zero solo quando c’è uno sbaglio, o presunto tale, Mentre si taccia beatamente quando vengono fatte le cose. Chissà se finalmente il 4 marzo avremo una politica nuova fatta di gente seria, che pensi al futuro e non al passato, E che capisca che il futuro è aiutare tutti ma in primis Tutelare i nostri fratelli ed i nostri connazionali!».

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