Rapina da Zazzeron, il padre della commessa minacciata: «È come se aveste usato quel coltello»

«Si può morire di fame e andare a rubare, ma non si può per questo motivo mettere a repentaglio la vita di altre persone»

Dopo la rapina di ieri, 14 marzo, al supermercato Zazzeron di via Cesare dall'acqua, l'ex poliziotto e padre della giovane cassiera indirizza una lettera aperta ai due malviventi che sono riusciti a perpetrare il crimine indossando maschere (quelle ispirate al film "Scream") e spaventando con un coltello la ragazza e il direttore del negozio. Di seguito, il testo della lettera:

«Sono un intenditore di sicurezza grazie al mio lungo trascorso a servire i Cittadini e vi scrivo “cari rapinatori” perché sono il papà di quella ragazza che avete minacciato con il coltello. Non avete rubato solo l’incasso del supermercato, ma anche lo stato d’animo di una ragazza che ora soffre causa vostra. Lei è forte e si riprenderà velocemente, ma io come papà , del vostro gesto non riesco a farmene una ragione».

«Si può morire di fame  e andare a rubare , ma non si può per questo motivo mettere a repentaglio la vita di altre persone. Quel coltello non l’avete usato ma è come se lo aveste fatto. Spesso la gente dice che bisognerebbe avere in strada molta più sicurezza e più forze dell’ordine, ma i discorsi finiscono li. La percezione della sicurezza è un invenzione per vendere fumo alla gente, al giorno d’oggi servono più valori e principi  sani e onesti che devono essere al primo posto per l’educazione dei giovani, ma non basta».

«Servono fatti non parole e promesse, spesso tanto populismo  non della categoria, parla solo per prese di posizioni politiche e non perché conosce la materia. Un esempio? il 112 numero unico, che sembra una cosa ottima e invece matematicamente ti fa prorogare di 5 o 10 minuti l’arrivo dei soccorsi, mettendo a rischio la vita di una persona».

«“Cari rapinatori” la legge è uguale per tutti e il tribunale è uno solo, ma ricordatevi che “fuori” camminando per strada esistono anche altri leggi e fossi in voi non dormirei sonni tranquilli. Guardatevi attorno, da papà posso solo dirvi che spero vivamente di non incrociare mai il vostro sguardo, neanche quando vi arresteranno  e subirete il processo e, se sarò presente, aprite bene gli occhi!»

Maurizio Cudicio, "poliziotto nel cuore"

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