Regione, sindacati: «Potenziare l’assistenza domiciliare agli anziani»

È quanto hanno chiesto oggi alla Giunta regionale i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, nel corso di un incontro unitario dedicato proprio alla nuova legge 57/2014, approvata nell' ottobre scorso dalla Regione: «riqualificare le case di riposo»

Istituire in tempi brevi il tavolo intersettoriale che avvii la fase attuativa della legge sull’invecchiamento attivo. È quanto hanno chiesto oggi alla Giunta regionale i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, nel corso di un incontro unitario tenutosi a Zugliano (Udine), dedicato proprio alla nuova legge 57/2014, approvata nell’ottobre scorso dalla Regione. A raccogliere la richiesta la presidente della Regione Debora Serracchiani e l’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, intervenute al dibattito, aperto dalla relazione introduttiva di Gianfranco Valenta, segretario generale Fnp-Cisl Fvg, moderato da Magda Gruarin (Uilp-Uil) e concluso da Ivan Pedretti, della segreteria nazionale Spi-Cgil.

Nell’ordine del giorno votato a fine incontro Spi, Fnp e Uil chiedono anche di organizzare, prima dell’avvio del tavolo interesettoriale, una giornata di lavori con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti e toccati dall’attuazione della legge. Chiesta inoltre l’adozione di ulteriori misure che rafforzino l’assistenza domiciliare agli anziani come approccio prioritario nelle politiche per gli anziani. Tutto questo senza porre in secondo piano il tema della  riqualificazione delle case di riposo, che i sindacati pensionati chiedono di portare a termine in tempi brevi e secondo precisi parametri di rispetto dei diritti e della dignità degli ospiti, con standard appropriati, costi sostenibili e senza nuove aperture ai privati.

I pensionati, nel ribadire il loro giudizio positivo sulla nuova legge regionale, tesa a «favorire il benessere, l’autonomia, la salute, la sicurezza e la partecipazione attiva di una parte sempre più rilevante dei cittadini del Fvg, una regione che registra valori di aspettativa di vita tra i più alti a livello europeo».

Piena condivisione anche sulla scelta di affidare all’assessorato alla Salute il coordinamento degli interventi previsti dalla norma, che coinvolgono l’azione di ben cinque direzioni regionali. «In questo modo – si legge ancora nel documento finale votato oggi – si supera ogni visione settoriale e si definisce una visione politica unitaria di tutta la politica sociale regionale»

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