Regolamento di Polizia urbana: è bagarre su prostituzione, bivacco, accattonaggio e sanzioni salate

Dopo le circoscrizioni e le 5 sedute congiunte delle commissioni I e IV, il testo è arrivato in Consiglio comunale per la prima delle due maratone: tutti d'accordo sulla necessità di un nuovo regolamento (il vecchio risale al 25 marzo 1926)

il comandate della Polizia locale Sergio Abbate e il vicesindaco Pierpaolo Roberti

Dopo il passaggio nelle 7 circoscrizioni (di cui sei hanno dato parere negativo) e le cinque sedute congiunte della Prima e Sesta Commissione comunale, il nuovo Regolamento di Polizia urbana è giunto al vaglio del Consiglio comunale: come da accordi della conferenza dei capigruppo, l'esame del testo avrebbe visto due momenti e serate distinte, la prima sui "concetti" e la seconda sugli emendamenti (che sono addirittura 181, 28 della maggioranza unita e gli altri dell'opposizione). 

DIFFERENZE - Per prima cosa va «non vorrei che ci fosse una confusione tra Polizia locale e Regolamento di Polizia urbana - aveva tentato invano di sottolineare il comandante della Polizia locale Sergio Abbate alla prima seduta di commissione -. Il regolamento di Polizia urbana disciplina alcune attività. Le competenze della Polizia locale vanno ben oltre questo Regolamento». 

1926 - «Un testo estremamente complesso. Spiace che ci sia qualcuno che pensi siano stati forzati i tempi, anzi le 181 proposte di emendamenti ne sono la prova. Inevitabilmente il Regolamento di Polizia Urbana fa discutere e ovviamente impone dei divieti su dei comportamenti che si ritengono inappropriati - ha spiegato in apertura dei lavori il vicesindaco Pierpaolo Roberti -. Il regolamento attuale risale al 25 marzo 1926 e quindi non può rispondere alle esigenze di Trieste e dei triestini del 2017. Nel 1926 il fenomeno della prostituzione su strada non c’era: con il regolamento cerchiamo di eliminare i clienti perché altro non possiamo fare; non c’erano problemi di parcheggio e tanto meno di parcheggiatori abusivi e noi vogliamo debellare il ricatto morale che c’è dietro; il mendicante molesto è fonte di disagio per i cittadini e questo fenomeno va normato; nei giardini pubblici c’era una guardiano che apriva e chiudeva le aree e ora ci troviamo a spendere migliaia di euro per i giochi dei bambini vandalizzati; infine andiamo a colpire altri fenomeni come quelli dei campeggiatori abusivi. Non vogliamo mettere una bandierina politica, molte proposte migliorative sono arrivate e le accetteremo anche dall’opposizione. Mi auguro che oltre alla polemica politica prevalga il buon senso di chi deve amministrare una città i cui cittadini lamentano disagi».

DEGRADO - «Uno strumento che darà finalmente aiuto agli organi di controllo e ai cittadini - ha sottolineato il capogruppo della Lista Dipiazza Vincenzo Rescigno -. Va a tutelare la qualità della vita e della quiete che negli ultimi anni è peggiorata, risolvendo le situazioni di degrado». 

FUMO - «Convengo che dopo 90 anni ci sia la necessità di cambiare i regolamenti. Ma al di là di questo Nutro però perplessità sulla velocità con cui si è arrivato a questo regolamento, giunto in aula dopo una serie di ordinanze molto discusse - ha replicato Roberto De Gioia (Verdi-Psi) -. Il timore è che sia un metodo per gettare fumo mentre altre questioni restano in secondo piano (ferriera, mercato ortofrutticolo, ndr). Lei parlava di accattonaggio, prostituzione, parcheggiatori abusivi che si ci sono, ma poi a pagare le sanzioni sono i cittadini. Poi si penalizza l’uso delle biciclette impedendo di legarle ai pali della segnaletica, ma se non ci sono stalli dove posso metterle?»​​​. 

MUSCOLI - «Il regolamento che discutiamo segue mesi di amministrazione in cui si è intervenuti con ordinanze che qui vengono affrontati in modo sistematico. Noi non siamo d’accordo con una serie di passaggi che speriamo vengano mitigati - ha aggiunto Giovanni Barbo (Pd) -. Non siamo d’accordo con il concetto di decoro, non tanto per il concetto in se, ma perché non è oggettivo. Non siamo d’accordo con il clima con cui si è deciso di dipingere la città invece di attuare delle soluzioni. Con questo regolamento si chiede alla Polizia locale di intervenire su tematiche anche condominiali impedendogli di affrontare magari situazioni più importanti. Un altro elemento che condiziona pesantemente il regolamento sono le sanzioni: non è l’inasprimento delle sanzioni a risolvere il problema. Stendiamo poi un velo pietoso sulla sanzione a chi fa la carità, proprio da parte di chi tra le proprie fila ha chi si professa cattolico. Pare un regolamento più per mostrare i muscoli che per risolvere i problemi, ma forse è voluto per non far venire meno i temi su cui certe correnti politiche fanno da mesi campagna elettorale».

UDINE - «L’accattonaggio è parametrato sul regolamento di polizia urbana di Udine. Si è voluto garantire il diritto del cittadino a vivere in un ambiente decoroso che risponde a certi standard di qualità della vita», ha ribadito Alberto Polacco (Fi).

VESSATORIO - «C’è una raccomandazione di Platone che diceva “concentratevi sui concetti, le parole arriveranno”. Qui vedo un mare di parole che cercano di regolamentare la vita delle persone il che per noi è oppressivo, punitivo e vessatorio e che poco potrà coniugarsi con il lavoro delle forze dell’ordine», ha sottolineato Gianrossano Giannini (M5s).

MANDATO DEI CITTADINI - «Noi siamo a disposizione per interpretare gli spunti dell’opposizione, ma va da se che oggi parliamo di un regolamento. Il fatto che si venga a dire che “ci sono parametri soggettivi”, ma come “la guida pericolosa” del codice della strada, questo mare di parole da delle delimitazioni che verranno valutate da chi agirà sul campo - ha spiegato il capogruppo leghista Poalo Polidori - . Noi abbiamo ricevuto il mandato da parte dei cittadini di regolamentare la vita quotidiana che non può essere fatto se non con un regolamento. Non abbiamo l’arroganza e supponenza di dire “abbiamo la verità in tasca”, ma non andiamo a trattare sui principi che ci hanno portato a essere eletti dai cittadini».

SANZIONI ECCESSIVE - «Si parla di convivenza civile e rispetto del bene pubblico, chi non può essere d’accordo - ha detto Maria Teresa Bassa Poropat (Insieme per Trieste) -? Ma in alcuni articoli che stiamo per discutere questi principi si perdono. Nella parte finale è proprio un regolamento muscolare che va a sanzionare con cifre eccessive».

EMERGENZE - «Il regolamento non va rifatto perché del 1926, ma perché ci sono delle emergenze in città e vanno risolti. Piazza libertà, largo Bonifacio, piazza Oberdan, sono in situazioni di forte degrado; la prostituzione in Borgo Teresiano; il racket dell’accattonaggio - ha ribadito il capogruppo Fdi Claudio Giacomelli -. Non è importante la diversità di visioni tra noi, ma i cittadini hanno votato e deciso alle urne basandosi anche su queste emergenze. “Dobbiamo essere servi dei tempi” diceva Cicerone. Non possiamo dire non facciamo la norma perché non abbiamo abbastanza vigili urbani».

PROSTITUZIONE - «Alcuni obiettivi più o meno impliciti di questo regolamento credo possano essere condivisibili, ma credo che gli stessi obiettivi possano essere raggiunti anche con altri strumenti - ha replicato il capogruppo M5s Paolo Menis -. Come si va incontro al decoro quando il regolamento prevede il divieto di elargire somme di denaro ai mendicanti con sanzioni fino a 900 euro di multa; oppure come viene leso il diritto a vivere in ambiente decoroso se ci sono persone costrette a “bivaccare”? Invece di dare loro una risposta, voi prevedete una sanzione fino a 900 euro (tralasciando che se una persona si trova in quelle condizioni difficilmente pagherà la sanzione). Quanto al nostro emendamento contro la sanzione a chi si ferma per trattare con le prostitute: lo abbiamo presentato perchè già in altri comuni la magistratura ha dato ragione a chi ha ricorso contro il provvedimento»

POVERI - «Se di emergenza parliamo questa sera sarebbe interessante chiedere al comandante Abbate quante sono state le cadute di vasi, quanti danneggiamenti di vetture si sono registrati dove ci sono i parcheggiatori abusivi, quali problemi abbai creato chi si è lavato le mani alla fontanella - ha dichiarato ironica Laura Famulari (Pd) -. Questa proposta di regolamento appare proprio frettolosa e in alcuni punti poco coerente. Non è solo muscolare per quanto mi riguarda, ma lei stesso (Roberti, ndr) lo ha ribadito più volte, va a colpire e non presenta nessuna soluzione positiva. Questo regolamento e questa Giunta negano l’esistenza dei poveri: una cosa è il racket, ma un’altra solo le persone che per motivi vari hanno cominciato a vagabondare e dormire per strada o sulle panchine».

MIGIORARE IL TESTO - «Negli anni passati erano ben pochi gli assessori che si prestavano per 5 commissioni e pronti a sviscerare articolo per articolo un testo come ha fatto il vicesindaco Roberti - ha sottolineato il forzista Everest Bertoli -. Mi rendo conto che non siete abituati, ma noi abbiamo scritto 28 emendamenti insieme per migliorare un testo di una delibera consigliare. Su 181 emendamenti 69 non da nessun contributo sui concetti cambiano solo i numeri delle sanzioni. Non dobbiamo cambiare il regolamento perché del 1926 o perché siamo in emergenza, ma perché ci sono situazioni che non vanno bene e non vogliamo più vedere certi comportamenti. Nessuno vuole punire chi da la carità, ma non avete ancora capito il disagio dei triestini: noi non vogliamo che in città si usi il termine parcheggiatori abusivi. Poi non venite a parlarci di povertà quando diamo 12 milioni di euro per chi si ha bisogno, ma poi ci dimentichiamo dei nostri cittadini e gli dice che non abbiamo le risorse».

ACCANIMENTO - «A scanso di equivoci intendo ribadire che questo regolamento si debba fare. I tempi cambiano e ci troviamo di fronte a nuove esigenze (non emergenze). Questo regolamento contiene un’idea di convivenza civile, ma pare più che la città sia una sorta di museo di una volta da guardare ma non toccare - ha evidenziato la capogruppo Pd Fabiana Martini -. Invece Comune vuol dire fare comunità insieme. C’è un accanimento non nei confronti delle disuguaglianze sociali ma delle vittime di queste».

BARBONI - «Io sono stato a trovare questi “barboni” e ho scoperto che tutti i soldi che noi diamo finiscono in alcol perché hanno già vitto e alloggio - ha spiegato Fabio Tuiach (LN) -. Io la mia carità la faccio in chiesa, questo è racket. La prostituzione è degenerata in Borgo Teresiano e in molti mi hanno chiesto di fare qualcosa e ben venga colpire con multe chi si ferma, mi pare l’unica soluzione per arginare il problema».

NON VEDERE - «Per due mesi sono state alzate barricate senza voler entrare nel merito. Credo che sia grave far finta di non vedere, adducendo poi alla caritas cristiana per dare forza all’intervento politico in quest’aula - ha criticato l'opposizione Michele Babuder (FI) -. Nelle altre città sono pattuglioni della Polizia locale dedicati ai parcheggiatori abusivi, ma qui sembra che non si voglia intervenire. I 28 emendamenti non sono un contrasto, ma una collaborazioni costruttiva».

POCHE PROPOSTE - «Ho visto poche proposte e molte critiche, tentativi di voler cercare il caso limite - ha detto Antonio Lippolis (LN) -. È evidente comunque la Giunta precedenza non ha fatto molto visto che il 5 giugno 2016 i cittadini hanno votato per il cambiamento».

PROPAGANDA - «Diventa pura propaganda parlare di sanzioni da 10 mila euro quando sappiamo che non saranno applicabili. Noi chiediamo di essere più pragmatici e compensare con meccanismi premiali - ha spiegato Cristina Bertoni (M5s) -. La proposta è quella di partire proprio dalle circoscrizioni dove il contatto con i cittadini è più vivo».

EDUCAZIONE - «Ero da Eataly e ho notato almeno 10 parcheggiatori abusivi organizzati, che poi guadagnano anche 100 euro al giorno, e c’è la paura dei cittadini che hanno paura di avere danni alle auto. Io vivo in centro e le sere mi imbatto in via Filzi in molte prostitute. Questo regolamento può voler dire solo educazione», ha sottolineato Roberto Cason (LD).

DISPARITÀ - «Va dato atto al vicesindaco, ma anche all’opposizione, di aver lavorato in modo costruttivo - ha detto l'ex sindaco Roberto Cosolini (PD) - . Io sarò contento che il Comune di Trieste avrà un regolamento nuovo per dare risposte ai cittadini (tutti, indifferente se hanno votato me o Dipiazza). Non mi scandalizzo per i 28 emendamenti della maggioranza perché avete cercato di costruire una quadra e vi va dato atto, di alcuni siamo soddisfatti mentre di altri no. Che la convivenza civile abbia bisogno di regole, ma vicesindaco la preoccupazione che esprimiamo non è che ci siano regole, ma sarebbe il caso di non colpire nel mucchio. Nel testo originale c’è un accanimento verso comportamenti lievi e disparità delle sanzioni: se uno si da una schizzata in una fontana o fa bagarinaggio non ci può essere la stessa sanzione. Il regolamento migliore da regole, sanziona, ma le da in modo equilibrato».

RACKET - «Non riesco a capire perchè da parte dell’opposizione ci sia una volontà di vedere un’ideologia che invece non c’è in questo regolamento, come se nella maggioranza ci fosse un demone che voglia andare contro le persone disagiate: noi andiamo contro il racket, contro chi sfrutta la povertà», ha ribadito Massimo Codarin (LD).

STRUMENTO - «Sono nato in una città in cui andavo alle elementari a piedi da solo, ma oggi i tempi sono cambiati. Credo sia un’ovvietà. Questo è uno strumento che se non esistesse non si potrebbe fare nulla in caso di richiesta - ha spiegato il capogruppo di Forza Italia Piero Camber -. La prima versione è stata data a tutti dopo aver discusso con chi lavora per strada, è andata nelle circoscrizioni, abbiamo fatto 5 commissioni, capigruppo, e dato 2 settimane per presentare gli emendamenti. Quindi nessuna corsa. Spiace trovare negli emendamenti dell’opposizione trovare posizioni a favore dei parcheggiatori abusivi (Pd) o la protezione delle prostitute in strada (M5s). Sull’accattonaggio abbiamo preso la stessa norma del sindaco Honsel di Udine (sostenuto dal Pd), ma abbiamo aggiunto solo la norma sul lungomare che Udine non ha».

SFRUTTAMENTO - «Io sono cattolico: lo sapete che ho parlato con uno di questi “ultimi” (come li chiama Papa Francesco) e ho scoperto che se non raccolgono almeno 100 euro al giorno vengono picchiati. Questi che sfruttano meriterebbero il carcere a vita. La vera carità non è dare un euro a un disabile», ha sottolineato Salvatore Porro (FdI).

EVITARE PROCEDURE IN TRIBUNALE - «Il regolamento del 1926 è chiaro che non è applicabile alle esigenze o emergenze moderne - ha ribadito il forzista Andrea Cavazzini -. Con l’emendamento sull’accattonaggio abbiamo eliminato la punizione per l’elargizione di denaro. Il consigliere Barbo ha citato lo stillicidio come una questione condominiale, ma grazie a questa si può evitare con una sanzione amministrativa (e l’intervento delle forze dell’ordine) la procedura civile in tribunale».

GRAZIE OPPOSIZIONE - «Le indicazioni maggiori le abbiamo date noi come maggioranza e ringrazio l’opposizione per averci spronato a migliorarlo, prendendo spunto anche dai suggerimenti dei cittadini tramite le associazioni», ha ricordato Francesco Panteca (LD).

REGOLAMENTO PER TUTTA LA CITTÀ - «Credo che sia compito della politica affrontare delle nuove fattispecie che vengono a crearsi nel corso del tempo e questo è il minimo comune denominatore di questa serata. Io spero che nella serata di giovedì si affrontino concretamente tutti i suggerimenti delle cinque sedute di commissione - ha auspicato Marco Toncelli (PD) -; nessuno tra questi banchi dirà mai che non ci sono situazioni che non vanno risolte. Vogliamo che sia un regolamento per tutta la città».

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