Sanità: petizione per una seconda centrale operativa del FVG a Trieste

A proporre la riattivazione della centrale del 118 la FIALS “per coprire un territorio da cui provengono gran parte delle chiamate, sgravando Udine e Pordenone, viste le criticità della centrale SORES di Palmanova. Il servizio sarebbe riattivabile entro 40 giorni e dal 2020 coprirebbe anche il territorio di Gorizia”

La centrale del 118 in una foto di repertorio

Riattivare l'ex centrale operativa del 118 in ausilio al SORES di Palmanova, visto il momento di sofferenza dopo la 'fuga' di infermieri e le dimissioni del direttore Antonaglia. È la proposta della FIALS per risolvere “le criticità e i sovraccarichi di lavoro emersi nella centrale unica di Palmanova fin dalla sua attivazione”, come hanno fatto trapelare oggi, in una conferenza stampa al caffè San Marco, Fabio Potoschnig e Dino Roggi (segretari provinciale e regionale della FIALS). Presente anche Giorgio Jercog del Comitato Difesa della Sanità triestina, insieme a una trentina di cittadini interessati alla raccolta firme.

La petizione

La proposta, infatti, può essere sostenuta da tutti i cittadini con una petizione (saranno istituiti appositi banchetti nelle piazze cittadine), e prevede il mantenimento della centrale SORES esistente, ma solo per la gestione di Udine e Pordenone, mentre per Trieste entrerebbe in funzione la seconda centrale che dal 2020, con la fusione di ASUITS e AAS2 nell'ASUGI, servirebbe anche il territorio del Goriziano.

“In questo modo la centrale di Palmanova sarebbe sgravata dalle chiamate provenienti dall'area triestina, una percentuale vicina al 45%, risolvendo i problemi del Friuli – ha dichiarato Roggi – e le due centrali potrebbero svolgere una la funzione dell'altra in caso di Blackout”. Una soluzione attuabile, secondo i sindacalisti, in meno di 40 giorni.

Riportare in vita un "fiore all'occhiello"

“Un tempo la centrale del 118 era il fiore all'occhiello dell'azienda sanitaria – ha spiegato il segretario provinciale Potoschnig -, sarebbe giusto riattivarla vista anche la crescita del bacino d'utenza, sia per l'aumento continuo del turismo a Trieste che per il prossimo subentro dell'area isontina. Purtroppo il SORES di Palmanova ha ridotto la qualità del servizio, non per colpa degli operatori ma per l'organizzazione in sé”.

Le criticità del SORES: "Una stanza dei bottoni inaccessibile"

“Per attivare il 118 nel FVG - ha dichiarato poi Dino Roggi - ci sono voluti 5 anni di lavoro, mentre la SORES è stata una situazione calata dall'alto senza ascoltare i professionisti, in fretta e senza simulazione, tanto che la grande affluenza di chiamate da Trieste non era stata prevista”. Una centrale 'triestina', secondo Roggi “permetterebbe di rendere più efficienti i soccorsi, è importante conoscere il territorio, la tecnologia non può sostituirsi alla professionalità umana. Inoltre SORES si pone come una 'camera dei bottoni', isolata dalla rete dei professionisti e non integrata nel tessuto regionale”.

“Fin dall'inizio – ha spiegato poi il sindacalista - nella centrale SORES ci sono stati problemi di crash di sistema, le chiamate si spegnevano e l'operatore doveva prendere carta e penna. Nessun supporto tecnologico a sostegno. Nel primo crash importante abbiamo potuto contattare i colleghi sulle automediche solo perché avevamo i loro numeri di telefono”.

La centrale operativa di Trieste, invece, risoverebbe i problemi del doppio passaggio attuale, mettendo l'utente da subito in contatto con un operatore che conosce il territorio e diventando unico riferimento sanitario sia per le emergenze che per le 'non urgenze', come previsto da una delibera della commissione europea. Questa funzione è oltretutto già svolta dal numero verde 800614302.

Le reazioni della politica

“Abbiamo ricevuto il sostegno della senatrice Laura Stabile – assicurano i sindacalisti - e raccolto consensi anche in consiglio comunale durante un incontro a cui era presente anche l'assessore Riccardi". Comprendiamo la difficoltà di fare un passo indietro ma riteniamo sia necessario farlo e raccoglieremo consensi tra i cittadini in questo senso, con un'iniziativa che non ha alcuna connotazione politica”. Le recenti dichiarazioni dell'assessore regionale alla Salute, tuttavia, non fanno trapelare aperture e la volontà sarebbe quella di continuare con una centrale unica. La motivazione, come ha dichiarato Riccardi all'agenzia Dire, è che "Siamo un milione e 200mila abitanti".

Chi desidera conoscere la proposta e sottoscrivere la petizione può scrivere alla mail trieste@fials.it. È possibile farlo anche presso il 'Portacavana bazar' in via cavana 8/a e la Cartoleria Agorà New in via Polonio 5.

Foto: Fabio Potoschnig

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