Richiedenti asilo, Torrenti: «Il numero di immigrati in Fvg è di 4.783 unità»

L'assessore regionale Gianni Torrenti in audizione in VI Commissione su situazione richiedenti asilo in Fvg

«Alcuna costituzione è prevista, di centri permanenti di accoglienza di richiedenti asilo, neppure a Udine dove il centro resta di accoglienza temporanea» Ha esordito così l'assessore regionale Gianni Torrenti, in audizione in VI Commissione consiliare presieduta da Franco Codega (pd).

Un centro di prima accoglienza a Udine è indispensabile, impensabile non prevederlo - ha proseguito l'assessore sollecitato dal centrodestra a parlare della paventata intenzione di istituire presso l'ex caserma Cavarzerani di Udine appunto un centro di accoglienza definitivo, per profughi provenienti da tutta Italia.

Sono 595 i posti della capienza totale della struttura, ha reso noto Torrenti, che ha poi commentato che non è possibile che il numero rimanga così alto: a suo dire, non ci devono essere centri per l'emergenza con più di 250 posti. Quanto ai numeri, in attesa che siano trasferiti altrove 300 stranieri per i quali c'è già l'impegno del Governo, in Friuli Venezia Giulia attualmente ci sono 4.783 immigrati (circa 3.200 nelle strutture temporanee, 1.200 nei centri di prima accoglienza, oltre 350 nei posti del Sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati-Sprar) a cui vanno sommati i minorenni, per un totale che sfiora dunque le 5.000 presenze. Dovremmo avere 3.800 ospiti, pari al 2,19% della nostra popolazione - ha ammesso l'assessore -, mentre ne abbiamo 1.200 in più.

«A oggi, se la Lombardia ha una percentuale di distribuzione dei migranti presenti in Italia pari al 13% della popolazione (pari a quasi 21.400 persone), la Sicilia del 9% (13.700 persone circa), il Lazio dell'8% (poco più di 13.000 persone) come Campania, Piemonte e Veneto, noi abbiamo il 3% (come detto, circa 5.000). Per la prima volta dall'accordo Stato/Regioni del 2014, quando sono state decise le quote, queste vengono rispettate dalle Regioni, se non per qualche decimale di differenza» - ha commentato Torrenti -.

Con il "Documento per una interlocuzione stabile ed efficiente con il Governo finalizzata all'attuazione sui territori dell'accoglienza di richiedenti asilo", approvato all'unanimità in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 29 settembre scorso - ha reso noto ancora Torrenti - e che ora intendiamo far recepire al ministro Alfano, per la prima volta si afferma non solo la situazione che vivono le Regioni di sbarco, ma anche di arrivo via terra dei migranti, come la nostra, dove questi stranieri si radunano per cercare di andare in altri Paesi europei. Pertanto come Regioni chiediamo che il sistema di distribuzione territoriale sia esteso a tutti, non solo a coloro che arrivano via mare. Al contempo, chiediamo che si tenga conto, in fase di ripartizione dei richiedenti asilo, dell'alto numero di persone non censite ma comunque presenti.

«Non da ultimo - ha aggiunti Torrenti -, nel documento segnaliamo il problema dell'elevato numero di coloro che non ottengono il premesso di soggiorno, ma che restano in Italia per l'impossibilità di essere rimpatriati perché non ci sono i necessari accordi con i Paesi di provenienza. Ciò a cui puntiamo è ottenere accordi bilaterali di cooperazione rafforzata tra singola Regione e Governo, per valorizzare le esperienze regionali e avviare sperimentazioni sui territori».

Torrenti ha quindi parlato della pesante situazione in cui si trova il Comune di Gradisca, organizzato per rispondere alle esigenze di 6.400 abitanti, che invece con gli stranieri salgono a 6.800. Non è pensabile - ha detto l'assessore - che non si permetta al Comune ad esempio di poter assumere più personale visto che c'è un ovvio maggior onere sociale a cui far fronte. Quanto alla situazione regionale, l'assessore ha elencato lo stato delle caserme e degli edifici demaniali in fase di ristrutturazione per creare alloggi dove ospitare gli immigrati secondo quel sistema di accoglienza diffusa - ha ricordato il titolare della Giunta - nato nel 2011 con l'allora ministro Maroni.

Se a Udine arriva un alto numero di rifugiati - ha chiosato - è perché in città c'è la Questura e tutti gli immigrati prima devono passare da lì, solo dopo sono smistati altrove.

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