Ridotto sul lastrico dopo la separazione: sempre più padri "rovinati" dagli alimenti

È la storia di un 46enne triestino: il suo stipendio è di 1400 euro ma dopo la separazione deve passare 1000 euro al mese all'ex moglie e alla figlia di due anni. Con quello che gli resta deve mantenere due figlie dalla moglie precedente, deceduta per malattia. Sempre più spesso i 'nuovi poveri' raccontano storie come questa

Si separa e finisce 'sul lastrico': gli alimenti sono insostenibili e si ritrova a vivere insieme alla madre, rischiando di ingrossare le fila dei 'nuovi poveri'. Una categoria in leggero aumento a Trieste, a cui appartengono sempre più spesso padri di famiglia 'prosciugati' da matrimoni finiti bruscamente. È la storia di un 46enne triestino: il suo stipendio è di 1400 euro ma dopo la separazione deve passare 1000 euro al mese all'ex moglie e alla figlia di due anni.

"Prosciugato" dagli alimenti

Le cose sono ulteriormente complicate dal fatto che l'uomo ha altre due figlie da mantenere, avute dalla moglie precedente che è deceduta per malattia qualche anno fa. Intanto resta in piedi la causa di separazione con l'ex coniuge, una donna sudamericana di 31 anni, che attualmente risulta inoccupata. 600 euro devono essere devoluti al suo mantenimento mentre gli altri 400 per la figlioletta di due anni. Gli rimangono quindi solo 400 euro per mantenere se stesso e le due figlie, oltre a metà delle spese 'straordinarie' per la figlia piccola (scuola, medico, varie ed eventuali): una situazione insostenibile che lo avrebbe portato, in pochi mesi, ad abitare insieme all'anziana madre.

Quest'ultima, per aiutarlo a sopravvivere, ha dovuto vendere una casa di famiglia, con il quale l'uomo ha estinto ciò che restava del mutuo per la casa, dove ora vive appunto con la madre e le due ragazze. Intanto a suo carico pende ancora una causa penale perché non è riuscito a pagare regolarmente gli alimenti, un esborso mensile per lui ormai insostenibile, definito lo scorso luglio da un'ordinanza del giudice al termine del processo civile di separazione. Decisione confermata anche dal ricorso alla corte d'appello.

La speranza

Ora l'uomo è assistito da un altro legale, l'avvocato Giovanna Augusta De'Manzano, con cui tenterà la modifica del provvedimento per ridurre la somma da versare e avere un po'di respiro, oltre che una vita dignitosa per lui, le due figlie più grandi e la madre. "Prima di pianificare una famiglia sarebbe necessario aver consapevolezza di cosa significhi un giorno vivere da separati in termini psicologici, economici e logistici - consiglia l'avvocato De'Manzano -. Spesso incontro genitori che non avevano neppure mai preso in considerazione il fatto di dover rilasciare la casa o di dover vedere i figli a giorni fissi o di dover pagare assegni comunque importanti a favore controparte; sono concetti a cui mai avevano neppure pensato".

La versione del legale della moglie

L'avvocato Ernesta Blasetti, che assiste la donna, parla di “ maltrattamenti subiti da parte del marito e della suocera”. Non risulta tuttavia alcun procedimento penale per maltrattamenti a carico dell'uomo. Il legale specifica poi che la suocera era “con loro già coabitante da tempo” e sostiene che la sua assistita si sia “sentita costretta a lasciare la casa coniugale, ove veniva, però, trattenuta la figlia di solo 1 anno e mezzo. Il marito-padre ha impedito alla madre di vedere la piccola per parecchi mesi, e cioè fino a quando, adito il Tribunale, con il patrocinio della sottoscritta, il Presidente ha ordinato di riunire la piccola alla mamma disponendo, altresì, che il padre potesse vedere la minore solo dopo che i Servizi Sociali ne avessero regolato le modalità”.

“Vista l’assenza di ogni reddito della mia assistita - continua l'avvocato -, la sua documentata invalidità civile e la mancanza di un alloggio, è stato determinato dal Tribunale un contributo al mantenimento di moglie e figlia per 1.000 euro, ciò anche in considerazione del fatto che il marito aveva un proprio reddito di oltre 23mila euro annui (lordi, ndr) attestato dalla Certificazione Unica, riceveva aiuto dalla madre e disponeva della proprietà di ben 2 immobili”.

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In un precedente articolo sulle nuove povertà e la legge salva suicidi (a cui sempre più persone ricorrono), l'associazione consumatori Konsumer Trieste aveva confermato un'alta percentuale di padri separati tra i suoi assistiti e le persone costrette a ricorrere ad associazioni come la Caritas.

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