Rifiuti, "Noi scovazini de Trieste": «Veleno contro di noi che ci spezziamo la schiena»

Se la pagina Facebook "Scovazoni de Trieste" ha l'obiettivo di mettere in luce i disagi dei cittadini, questo nuovo gruppo ha l'intendo di dimostrare che anche gli addetti ai lavori hanno le loto "gatte da pelare"

foto tratta da "Scovazoni de Trieste"

Se l'ormai nota pagina Facebook "Scovazoni de Trieste" è una vetrina del degrado in città, in particolare legato alla questione rifiuti: qui vengono pubblicate foto che testimoniano il disagio dei cittadini in seguito al giro di vite del Comune in merito alla raccolta differenziata e dell'umido, ma anche atteggiamenti e comportamenti incivili di pochi che come sempre vanno a danneggiare l'intera comunità.

Da due giorni è nato però un altro gruppo, "Noi scovazini de Trieste", il cui fondatore Andrea Groppazzi ha descritto in questo modo: «Questo e un gruppo di noi scovazini sempre al centro delle critiche dei cittadini..noi che siamo in strada giorno e notte...freddo bora pioggia neve ghiaccio..ora iniziamo a postare foto di ingombranti macchine sui cassonetti (omettere la targa per la privacy) e tutte le situazioni che creano disagio a noi scovazini per lo svuotamento...forza scovazini tutti per uno e uno per tutti». All'interno si possono già vedere foto in cui auto o altri ostacoli impediscono agli operatori il corretto svuotamento dei cassonetti dell'immondizia.

«Non è un gruppo né a sfondo politico né polemico - ci ha spiegato Groppazzi, autista di un camion monoperatore -. Io e i miei colleghi operatori abbiamo deciso di aprirlo in seguito ai disagi causati dalla Bora: siamo stati additati come i responsabili del degrado in città. Siamo tutti iscritti al gruppo "Scovazoni" e ci piace l'idea dell'amministratore Roberto Dubs, ma lì abbiamo letto dei commenti velenosi nei nostri confronti, così abbiamo deciso di mostrare anche il rovescio della medaglia, i disagi a cui andiamo incontro noi durante il nostro lavoro».

«A Trieste siamo abituati ad avere il bidone dentro casa, quindi fare 100 metri in più ci pesa, ma io difendo l'azienda (AcegasApsAmga) per la scelta fatta - continua Groppazzi -: come in altre città bisogna incrementare la differenziata e la raccolta dell'umido, certo, in alcune zone si è commesso qualche errore di valutazione, ma è stato risolto o lo si sta risolvendo».

«Tornando ai giorni di Bora della scorsa settimana - sottolinea il lavoratore -, vorrei far capire ai cittadini che abbiamo fatto turni estenuanti per mettere in sicurezza i cassonetti: parliamo di cassoni che vuoti pesano 100 chili, ma pieni arrivano anche a 400/500, che dobbiamo anche spostare a mano perchè magari ci sono dei mezzi vicini e con la gru si rischierebbe di danneggiarli. Forse poi non tutti sanno che li lasciamo pieni per evitare che appunto vengano ribaltati o spostati dal vento, non per poca voglia di lavorare, perchè eravamo in giro a spaccarci la schiena con il freddo per raccogliere sacchi e spostare "bottini" a mano».

Va detto poi, che non tutti i cittadini sono "polemici", ma alcuni volontari e volenterosi cercano di fare la loro parte per tenere pulita la città: è il caso di Angelo Sorci che ha fondato il gurppo Facebook "Volontari per Trieste pulita": «Ho creato questo gruppo con l'unico scopo di tentare di rendere piu vivibile e pulita la nostra città .Intendo sottolineare che è aperto a chiunque abbia un poco di tempo da dedicare per migliorare e valorizzare qualche angolo dimenticato o trascurato. Resta inteso che qualsiasi iniziativa sarà fatta di concerto con gli enti preposti, chiedendo autorizzazione e effettuando la raccolta e lo smaltimento di rifiuti ai sensi delle norme in vigore. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che aderiranno alle nostre iniziative».

Qui sotto le foto delle operazioni sul colle di San Giusto e la prossima "mission" della scala Stendhal.

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