Sanità, Telesca: «Niente tagli ma riorganizzazione del sistema»

La riforma sanitaria del 2016 non prevede tagli ma la riorganizzazione del sistema regionale. L'assessore Telesca sottolinea l'importanza del medico di base: «Deve essere un punto di riferimento per i cittadini e dovrà lavorare in team con i distretti sanitari». Prevista la creazione di aggregazioni funzionali territoriali e centri di assistenza primaria

«La riforma sanitaria non prevede tagli ma riorganizzazione, con l'obiettivo di mettere al centro i bisogni del cittadino e utilizzare le risorse laddove servono. In quest'ottica il medico di famiglia riveste un ruolo fondamentale». Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, intervenendo all'incontro pubblico, moderato dalla giornalista Elena Del Giudice su "Che fine farà il medico di famiglia?", organizzato dall'associazione Spazio, ambiente e salute. Telesca ha sottolineato la centralità del medico di famiglia: «Deve essere un punto di riferimento - ha aggiunto - e per farlo è necessario riorganizzare il sistema sanitario territoriale».

Una riorganizzazione che prevede una rilettura anche del ruolo del distretto sanitario che deve preoccuparsi sempre di più della salute dei cittadini e organizzarne i bisogni. Sulla medicina di famiglia l'assessore ha evidenziato, inoltre, come, in linea con la normativa nazionale, servono maggiormente gli scambi fra professionisti: «Il medico di famiglia non può lavorare da solo ma deve operare in team attraverso le aggregazioni funzionali territoriali (Aft)». Ogni ventimila abitanti è prevista un'Aft a cui si aggiungono i centri di assistenza primaria, come ha spiegato l'assessore: «Questo tipo di organizzazione prevede la collaborazione con il distretto sanitario».

«Un sistema che richiede un accordo con i medici di famiglia a cui stiamo lavorando e crediamo che il 2016 sarà l'anno della sperimentazione» ha aggiunto Telesca. Il medico di famiglia rimane un libero professionista, come ha ricordato Telesca, ma entra a pieno titolo nell'organizzazione sanitaria, tanto che la Regione intende mettere a disposizione gli spazi per agevolare la creazione delle aggregazioni funzionali e rendere concreta l'integrazione con le Aziende e i distretti sanitari. «L'obiettivo è quello di rispondere ai bisogni delle persone in una società in continua evoluzione, offrendo un'alternativa alla struttura ospedaliera che è chiamata a dare risposte alle patologie acute ma sulle malattie croniche - ha chiarito Telesca - diventa fondamentale la medicina di iniziativa che attiva la prevenzione e punta ad evitare il ricorso all'ospedale».

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La serata, introdotta dalla presidente dell'associazione, Ivana De Sabbata, ha visto gli interventi di Eliano Bassi medico di medicina generale di Buttrio che ha portato la propria esperienza sul territorio, Luigi Canciani del distretto sanitario di Udine che ha indicato come la grande sfida sia portare i servizi sanitari più vicino al territorio e l'applicazione di una medicina di prossimità, infine, Cesarino Zago del distretto n.1 di Trieste che ha illustrato le progettualità rispetto alla medicina di famiglia nell'area triestina evidenziando, fra gli altri aspetti, la collocazione del medico di famiglia all'interno del distretto sanitario. «Occasioni di confronto come queste - ha concluso Telesca - sono la dimostrazione che il cambiamento è possibile».

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