Riqualificazione via Giulia, progetto pista ciclabile e percorsi pedibus per 135.000 euro

Si susseguono gli incontri istituzionali per il progetto di riqualificazione di via Giulia in un piano che prevede una pista ciclabile, due percorsi pedibus e cinque attraversamenti pedonali

Nella foto di google maps un tratto della via Giulia

Nei giorni scorsi si sono tenuti due incontri istituzionali per discutere del progetto di riqualificazione di via Giulia. Il primo presso la Sesta Commissione del Consiglio Comunale e il secondo a Villa Prinz, in una seduta congiunta delle Terza e Sesta Circoscrizione. Il progetto di via Giulia prevede una pista ciclabile,  due percorsi pedibus e cinque attraversamenti pedonali protetti. Gli interventi sarebbero realizzabili grazie ad un bando regionale sulla sicurezza stradale che ha destinato al Comune un finanziamento di 135.000€.

In Sesta Commissione del Consiglio comunale, che si occupa di urbanistica e traffico, il Presidente di Fiab Trieste Ulisse Luca Mastropasqua ha rimarcato gli importanti cambiamenti che stanno caratterizzando la mobilità delle città in Europa dove si sta dando sempre più spazio alla mobilità sostenibile quantificando le numerose ricadute economiche che ciò comporta. 

Nella successiva riunione congiunta della III e VI Circoscrizione, entrambe interessate dal progetto, la Presidente della VI Circoscrizione Alessandra Richetti ha comunicato che la Regione ha chiarito che i 3 punti del progetto (ciclabile, attraversamenti pedonali, pedibus) non sono scindibili e che in assenza della ciclabile il Comune dovrebbe restituire il finanziamento di 135.000€.  La Presidente di Uisp Elena Debetto ha raccontato l'iter che ha portato alla progettazione partecipata dei 2 percorsi pedibus rimarcando tutte le ricadute positive della mobilità attiva negli spostamenti casa-scuola: promozione di stili di vita sani e  benefici sociali e cognitivi. Federico Zadnich di Fiab ha illustrato il progetto della ciclabile, importante non solo per il quartiere ma per tutta la città in quanto è parte di uno dei tre assi portanti della futura rete ciclabile triestina Pi Greco. È stato evidenziato anche che la sezione stradale via Giulia, nel tratto interessato dal progetto, è sovradimensionata e la sosta di auto in doppia fila è all’ordine del giorno. Realizzare la ciclabile significherebbe quindi anche affrontare questo problema.

Gli Assessori del Comune di Trieste all’Urbanistica e Lavori Pubblico, Luisa Polli e Elisa Lodi rispondono affermando che «prima di entrare nel metodo e nel merito dell’azione di Fiab Trieste Ulisse, ci teniamo a condividere il presupposto di quanto dichiarato dal rappresentante dell’associazione stessa, ovvero “rendere questo importante asse nel cuore della città (via Giulia ndr) fruibile in modo sicuro da tutti gli utenti della strada. Tale concetto guida la nostra azione amministrativa ed è proprio in forza di questo presupposto condiviso che la pista ciclabile in Via Giulia non è, nei termini attuali, una soluzione percorribile». 

«L’atteggiamento dell’associazione, visti i modi con cui sta agendo, sembra più orientato a portare avanti un interesse molto esclusivo, piuttosto che collettivo legato alla mobilità, come quella ciclabile, che non solo trova l’interesse di questa Amministrazione comunale, ma rientra in un preciso e ampio progetto di mobilità sostenibile. Dispiace altresì – precisano Lodi e Polli – che l’associazione dimentichi di comunicare che di confronti a 360° se ne sono avuti già molti e altrettante sono state le occasioni di incontro per illustrare all’associazione le motivazioni di determinate scelte. L’Amministrazione Comunale è volta a utilizzare il finanziamento di 135mila euro per la sua originaria destinazione e cioè il progetto Pedibus per dare sicurezza a tutti e in particolar modo alle fasce più deboli».

«Abbiamo già visto con la pista ciclabile di Campi Elisi – aggiungono gli Assessori – i danni che si riescono a produrre, quando si opera solo a fini elettoralistici e non in termini di sicurezza. Per mettere in sicurezza quel circuito scellerato dovremo impiegare circa 350mila euro di fondi regionali, quando invece le cose si sarebbero potute fare con la testa e coinvolgendo proprio chi fa delle due ruote il proprio mezzo di trasporto preferenziale. Queste fughe in avanti, è il caso di dirlo, inducono a pensare che l’Associazione non sia realmente interessata a conoscere i programmi e i progetti legati alla mobilità sostenibile cittadina, anche in un’ottica di collaborazione, ma persegua altri interessi. Questa Amministrazione comunale non solo vuole promuovere questo tipo di trasporto, ma lo vuole fare proprio garantendo la sicurezza reale di tutti i cittadini, così come ci chiede anche la Fiab».

Polemiche da parte del Movimento 5 Stelle di Trieste che contesta duramente gli assessori Luisa Polli, Elisa Lodi e Maurizio Bucci che in due occasioni non si sono presentati per discutere con le forze politiche e i cittadini delle sorti del progetto di riqualificazione di via Giulia, realizzato dai tecnici comunali e finanziato con un contributo regionale di 135 mila euro, improntato sui principi di sicurezza e sostenibilità.«È gravissimo che gli assessori della giunta Dipiazza abbiano deciso di non presentarsi né in commissione consiliare sesta, né nella seduta congiunta delle circoscrizioni Terza e Sesta per spiegare ai cittadini la bocciatura dei progetti di riqualificazione di via Giulia. L’assenza incomprensibile di assessori e tecnici del Comune potrebbe essere considerata evidenza di come questa amministrazione non voglia dialogare con chi lavora e vive in questa città».

«Il tema è delicato - sottolinea Alessandra Richetti, presidente della Sesta circoscrizione - anche in termini di sicurezza per i pedoni e per chi utilizza la bici per muoversi in città. Il finanziamento regionale stanziato è stato strettamente vincolato, a norma di bando, alla contestuale realizzazione di interventi di mobilità sostenibile e di prosecuzione del programma di messa in sicurezza dei percorsi casa scuola “Pedibus”.  Certamente - afferma - i 135 mila euro andranno persi se non saranno realizzati gli interventi già previsti».

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