Rubavano Veicoli Industriali Esportandoli dal Porto di Trieste; Presi!

L'Operazione "Super Truck" ha permesso di sgominare una banda criminale atta a rubare veicoli industriali per sportarli attraverso il Porto di Trieste. Dieci gli indagati di cui 6 colpiti da misure restrittive. Avevano costituito una vera e...

L'Operazione "Super Truck" ha permesso di sgominare una banda criminale atta a rubare veicoli industriali per sportarli attraverso il Porto di Trieste. Dieci gli indagati di cui 6 colpiti da misure restrittive.

Avevano costituito una vera e propria organizzazione criminale e da mesi procedevano ad impossessarsi di veicoli industriali, entrando clandestinamente, nelle ore notturne, in cantieri siti in varie località del Nord Italia, e poi provvedevano, attraverso la falsificazione dei numeri di telaio e dei documenti che ne attestavano la proprietà, a reimmetterli sui mercati esteri del Medio Oriente e del Nord Africa.

Sono 10 i soggetti indagati (5 italiani, 2 siriani, 1 algerino, 1 kosovaro e 1 rumeno), individuati nel corso degli approfondimenti condotti dal Gruppo della Guardia di Finanza di Trieste - sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica di Trieste, Dott. Matteo TRIPANI - accusati di essere componenti di un'associazione a delinquere dedita ai reati di furto, ricettazione, riciclaggio.

Le indagini, scattate la scorsa estate, sono state avviate dall'individuazione di un automezzo industriale (un autopompa per calcestruzzo), rinveniente da un furto, che si trovava in transito presso lo scalo portuale del capoluogo giuliano e risultava in procinto di essere esportato in Siria.

Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno percorso a ritroso la storia del veicolo di origine delittuosa ed hanno riscontrato l'esistenza di un gruppo criminale organizzato, i cui sodali svolgevano, ciascuno, un determinato ruolo, allo scopo di garantire ai membri stessi dell'associazione il profitto derivante dal traffico illecito dei mezzi rubati (in particolare mezzi commerciali quali trattori stradali, betoniere, autopompe, macchine movimento terra e autocarri).

Sono ben 12 i veicoli industriali che, sulla base delle certosine ricostruzioni documentali condotte dai Finanzieri, sono risultati essere stati rubati e poi, attraverso l'alterazione dei numeri identificativi di matricola impressi sul telaio e la predisposizione di documenti artefatti, esportati attraverso il porto di Trieste per essere rivenduti all'estero.

Il ruolo degli investigatori è stato, inoltre, determinante nell'individuazione di ulteriori 9 mezzi industriali e autoveicoli di pregio, anch'essi rubati, che sono stato ritrovati mentre i componenti dell'associazione si stavano prodigando al loro trasferimento all'estero.

In quattro circostanze, è stato possibile "bloccare" materialmente i mezzi, intercettandoli - nel primo caso presso il Porto di Trieste ed ancora a Lecco, a Desio (MB) ed a Civitavecchia (RM) - mentre era in corso la loro delocalizzazione verso luoghi "sicuri" utilizzati per stoccarli in attesa della falsificazione dei documenti e dei telai.

È stato così possibile restituire tali veicoli ai legittimi proprietari, con evidente soddisfazione da parte delle vittime dei furti, per l'operato degli inquirenti.

Estremamente rilevante è il volume d'affari illecito sotteso al traffico criminale: l'elevato valore intrinseco dei beni rubati determina un importo complessivo superiore a 3 milioni di Euro, frutto delle cessioni - realizzate o in corso di perfezionamento - nei confronti delle ignare controparti estere.

Sulla base del quadro ricostruito dagli uomini della Guardia di Finanza, l'Ufficio del Pubblico Ministero, oltre a ravvisare la sussistenza del vincolo associativo delinquenziale in capo a 6 dei 10 soggetti complessivamente denunciati, ha richiesto ed ottenuto, da parte del G.I.P. del Tribunale di Trieste, Dott. Luigi DAINOTTI, l'emissione di ordinanze di custodia cautelare che hanno riguardato 4 componenti dell'associazione. Tali misure si aggiungono ad ulteriori 2 provvedimenti cautelari già disposti, durante lo sviluppo delle indagini, e che avevano costretto gli ulteriori sodali all'obbligo di dimora.

Qualche giorno fa, nelle prime ore dell'alba, sono scattate le operazioni esecutive che hanno riguardato l'impiego di oltre 30 militari del Gruppo di Trieste, con il supporto dei colleghi del Gruppo di Monza, della Compagnia di Bressanone e della Tenenza di Seregno, ed hanno interessato il territorio delle provincie di Milano, Monza-Brianza, Como, Lecco e Bolzano.

Gli ulteriori sviluppi condotti nel corso delle operazione di cattura degli arrestati hanno consentito di identificare un magazzino industriale, ubicato in Brianza, utilizzato dai componenti dell'associazione a delinquere per lo stoccaggio di veicoli rinvenienti da furto e ricettazione.

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La perquisizione del locale ha premesso di reperire e sottoporre a sequestro nr. 3 rimorchi per camion rinvenienti da precedenti furti. In particolare l'origine illecita di uno dei predetti veicoli, a targa olandese, è stata accertata, nell'immediatezza, attraverso il contatto con gli organi di polizia stradale dei Paesi Bassi. Nel medesimo magazzino è stato, tra l'altro, rinvenuto e parimenti sottoposto a sequestro, un ingente carico di bottiglie di prosecco (oltre 15.000 pezzi), oggetto di un furto operato durante la spedizione dal produttore trevigiano ed il destinatario olandese.

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