La Regione passa al setaccio il virus, al via l'indagine per capire la sua diffusione

Il questionario verrà abbinato ai test sierologici e potrebbe permettere di ampliare la conoscenza sulla diffusione del CoViD-19 su tutto il territorio regionale. Fedriga lancia messaggi: "Siamo una regione affidabile"

Tra circa 25 giorni la Regione avrà a disposizione una mappatura più precisa in merito alla diffusione del virus in Friuli Venezia Giulia. Presentato oggi 27 maggio, il “Safety Circle” è un semplice questionario che, sottoposto agli ottomila volontari protagonisti degli annunciati test sierologici, integrerà i risultati con i dettagli di un’indagine statistica che andrà a profilare la popolazione coinvolta grazie ad informazioni relative ai contatti, la mobilità, il lavoro, la salute e la formazione.

Safety Circle, i perché 

L’operazione ha obiettivi tecnici, politici, sanitari e di ricerca scientifica, e si unisce al reiterato appello affinché cresca la consapevolezza sul carattere collettivo del problema e la necessità di individuazione dello stesso. Al di là dei registri istituzionali, Riccardi infatti confida che attraverso la task force di cui fanno parte anche l’UniTs e la Sissa, oltre che l’assessorato al Lavoro, si riescano a mappare quelle zone d’ombra dove le abitudini degli asintomatici potrebbero essere state tra le principali e possibili cause di diffusione del CoViD-19 sul nostro territorio. 

Aumentare la conoscenza

L’indagine registra i favori degli amanti della pianificazione di lungo periodo e strizza l’occhiolino ai fan della cosiddetta raccolta dati. Se è vero che l’operatività della strategia nei confronti del coronavirus è migliorata in base all’andamento e alla conoscenza del virus, i dati che saranno ottenuti grazie a “Safety Circle” potrebbero contribuire alla redazione di una sorta di protocollo in quella malaugurata ipotesi (ma secondo gli epidemiologi non così remota ndr) che l’epidemia torni a far visita alle famiglie in autunno. Così facendo, aumenterebbero le possibilità di “isolare” quelle aree sconosciute che hanno reso tortuoso il percorso di “lotta” intrapreso dai vertici politico-sanitari, dalla fine di febbraio ad oggi. 

La comunità scientifica

Coinvolgendo il fenomeno della percezione – e puntando a registrare le ragioni del timore nei residenti in Fvg – indagare gli spostamenti, la professione, il mondo della scuola, la rete di relazioni e molto altro, andrà, secondo la giunta Fedriga, ad aumentare la consapevolezza sulla malattia. “È su questo che la comunità scientifica deve poter lavorare” ha spiegato il rettore della Sissa Stefano Ruffo, affiancato dall’omologo Roberto Di Lenarda dell’accademia triestina. “Il virus è un grosso problema che porterà ad altre mille criticità – ha aggiunto il vertice di UniTs – e questa indagine potrebbe dare il suo contributo nell’individuare alcune possibili soluzioni”.  

Il messaggio da mandare

Secondo la Regione, Il “Safety Circle” ha un carattere inedito e permette a tutti gli attori in campo, come sottolineato da Alessia Rosolen, di diventare dei veri e propri “centri di ricerca”. Ricordando come il confronto tra i dati sul mondo dell’occupazione e la diffusione del contagio disegnino un quadro epidemiologico del Fvg molto più vicino ai Länder tedeschi che alle regioni italiane, il governatore Fedriga ha concluso ribadendo una certa affidabilità del territorio in termini di contenimento del virus, mandando un messaggio oltralpe. In una regione dove il comparto turistico è tenuto in piedi dalle risorse che provengono dall’Austria e dalla Germania, dimostrare di avere la situazione sotto controllo e di avere un carattere comune, potrebbe aprire nuovi scenari e rallentare l’emorragia del settore. 

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Giocare a viso aperto

I test sierologici dureranno circa due settimane. Dieci giorni dopo la conclusione dell’operazione, ecco che si metterà in moto l’indagine. Verso la fine di giugno e dopo l’analisi dei dati del questionario da parte di Swg, i cittadini del Friuli Venezia Giulia entreranno in possesso del “piano d’attacco” del CoViD-19. Da quel momento in poi, sperano le istituzioni, la partita contro il virus potrebbe giocarsi a viso aperto.  

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