L'Enpa libera lo sciacallo dorato dopo due mesi di cure: primo caso in Italia (FOTO e VIDEO)

Era stato soccorso ad aprile dai volontari della Protezione animali in zona Draga Sant'Elia, nei pressi della pista ciclabile e ricoverato nel Cras Enpa in gravi condizioni

Nella serata di ieri, martedì 21 giugno, è stato liberato lo sciacallo dorato (Canis aureus) curato presso il Cras (Centro recupero animali selvatici) dell'Enpa di Trieste. L'animale era stato soccorso nei primi giorni dell'aprile scorso dai volontari della Protezione animali in zona Draga Sant'Elia nei pressi della pista ciclabile e ricoverato nel Cras Enpa in gravi condizioni: «Presentava una ferita di circa 8 cm, infetta e infestata da larve e uova di ditteri saprofagi - spiega Patrizia Bufo, presidente Enpa Trieste -; era quasi immobile, privo di manifestazioni difensive. È stato medicato giornalmente, senza sedazioni, dal veterinario Marco Lapia e  assistito amorevolmente dai volontari. Tutto ciò ha consentito il recupero di forze e di voglia di tornare libero. Nel periodo della degenza è stato visitato anche dal dottor Luca Lapini, zoologo del Museo di Storia Naturale di Udine e studioso della presenza di questa specie in Friuli Venezia Giulia».

L'importanza dell'operazione era dovuta al fatto che sinora la presenza nella Regione dello sciacallo era stata testimoniata solo dal Corpo Forestale Fvg con avvistamenti, con fotografie e filmati notturni e con il rinvenimento di esemplari deceduti; da qui l'incognita del comportamento dell'animale nel momento della liberazione

La zona di reinserimento è stata individuata nelle pendici del Cocusso, nell'area a monte delll'Osservatorio astronomico caro a Margherita Hack, da do