Segnalazione: Trieste e i Triestini Schiavi del Passato

Domenica 15 Settembre è stata la giornata all’insegna delle marcette in città. Manifestazioni e contro-manifestazioni organizzate da una parte da chi si sente cittadino italiano,  dall’altra da chi si sente prigioniero di uno Stato invasore...

Domenica 15 Settembre è stata la giornata all'insegna delle marcette in città.
Manifestazioni e contro-manifestazioni organizzate da una parte da chi si sente cittadino italiano, dall'altra da chi si sente prigioniero di uno Stato invasore (l'Italia).

Da una parte vengono strumentalizzati vergognosamente i caduti italiani che hanno combattuto per rendere Trieste Italiana (manco fossero proprietà privata della destra), dall'altra si invocano trattati di sessant'anni fa senza prendere coscienza che tali azioni dimostrative sarebbero dovute essere fatte dai propri nonni sei decadi fa, e qualche risultato oggi probabilmente si sarebbe potuto forse ottenere.
Rivendicare l' indipendenza di Trieste proprio ora è ormai fuori dal tempo, figlia della congiuntura economica e della crisi: una sorta di appiglio su cui la gente vuole aggrapparsi per cercare una speranza, per guardare con più serenità al futuro; un'ultima ciambella di salvataggio prima di affogare definitamente nella disperazione della realtà quotidiana.

Sarebbe ancora da pensare a tutti i miliardi arrivati da quarant'anni a questa parte a Trieste, sotto l'insegna del famoso "fondo-Trieste", quello che ha permesso la benzina agevolata a tutti i triestini ed a contributi che hanno fatto da volano per l'economia giuliana negli anni precedenti.
Ma nessuno più ne parla delle decine e decine di miliardi che a valanga, è il caso di sottolinearlo, sono arrivati in città.
Come mai? Ce ne siamo dimenticati?
Ci ricordiamo dell'Italia solo quando ci sono da pagare le tasse?
Allora come prima punto dovremmo restituire, con gli interessi, aggiornando tali dati con l'inflazione, fino all'ultimo euro tutti i contributi che l'invasore ci ha elargito.
D'altro canto, il contro-gruppo pro-Italia come risponde?
Replicando in modo maturo ed argomentando in modo serio?
Eh no, ma puntando col più becero fascismo d'annata, rischiando di far rivivere a Trieste gli anni più bui, l'epoca dei pestaggi neri negli anni '70, il periodo del Viale "nero", anni tristi e vergognosi di cui non ne sentiamo proprio la mancanza.
Arditi, fascisti, fascistelli e la "Trieste nera" si sono uniti in questo gruppo con l'unico scopo di arginare l'avanzata di quelli che loro considerano i nuovi "nemici della patria".

Si badi bene a non fomentare l'odio, oppure tra qualche tempo in città rischiamo violenti scontri tra le due fazioni.

Un 'ultima considerazione: da tutto ciò ne deriva che il vero problema di Trieste non è in primis l'economia che non gira o i politici, ma sono i Triestini stessi, ancora tutti schiavi del proprio passato, sia chi pensa ancora al fascismo come panacea di tutti i mali, sia chi va ripetendo come di pappagallo trattati di oltre mezzo secolo fa.
Siamo nel 2013, è l'orai di darci una mossa e guardare al futuro.

Luca Marsi

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