Senza documenti di tracciabilità, maxi sequestro di acciughe sul confine

La Capitaneria di Porto di Trieste assieme ai colleghi sloveni ha fermato sul valico di Pese un automezzo con targa italiana che stava trasportando una tonnellata di acciughe senza documenti. Sequestrato il pesce, il conducente ha 60 giorni di tempo per pagare la sanzione

Un automezzo con targa italiana, proveniente dalla Croazia e diretto probabimente a Chioggia, è stato fermato in mattinata al valico di Pesek dal Nucleo Pesca della Capitaneria di porto di Trieste che, operando unitamente ad ispettori della Repubblica di Slovenia nell'ambito dell'attività congiunta per conto dell'Agenzia Europea per i Controlli sulla Pesca, ha scoperto un carico di oltre una tonnellata di acciughe sprovvista dei documenti di rintracciabilità. 

Nessun documento

Dai controlli del NP della Capitaneria, che ha iniziato proprio in questi giorni la settiimana di controlli congiunti con i colleghi sloveni, è emersa l'assenza dei documenti indicanti "la zona dove è avvenuta la pesca, le modalità della medesima, il peschereccio che l’ha effettuata e il luogo di sbarco e destinazione del pescato" come da normative comunitarie. 

Sequestro immediato

Immediato quindi il sequestro amministrativo del pesce che, come da nota della CP, "sarà avviato alla distruzione proprio a causa dell’assenza di documenti che ne comprovino la tracciabilità". Il conducente del furgone è un cittadino italiano che, in base alle comunicazioni della Capitaneria di Porto del capoluogo regionale, sarebbe dipendente di una ditta operante nella zona di Chioggia, anche se a bordo del mezzo non è stato trovato nessun documento che attestasse la direzione del carico. 

Il conducente ha 60 giorni di tempo per pagare

La CP ha contestato quindi l'infrazione che comporta una sanzione compresa tra i 750 e i 4500 euro, multa che il conducente dovrà pagare entro 60 giorni dal verbale.Dal fermo del mezzo è scattata quindi un'indagine congiunta con gli ispettori di pesca sloveni e croati, per tentare di risalire agli altri responsabili della violazione. Il furgone colmo di acciughe infatti rappresenterebbe solamente uno degli ultimi anelli della catena, che potrebbe evidenziare responsabilità negli autori del pescato (in questo periodo le acciughe vengono pescate in Adriatico orientale) e il centro di spedizione del pesce. 

Nel caso le autorità riuscissero a risalire ai responsabili, allora tutti i soggetti coinvolti subirebbero un'identica sanzione amministrativa. 

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