Fernetti: sequestrati dalla Guardia di Finanza 500 litri tra birra e cocktail alcolici

Un autocarro di immatricolazione ucraina diretto in Italia è stato fermato durante i controlli pianificati ai confini

Il Nucleo Mobile della Compagnia di Prosecco della Guardia di Finanza ha intercettato e sottoposto a sequestro amministrativo circa 500 litri di alcolici di vario genere introdotti irregolarmente nel territorio nazionale.
Nel corso del recente fine settimana, nell’ambito dei servizi pianificati dal Comando Provinciale di Trieste per il contrasto dei traffici illeciti presso determinati “punti sensibili” della fascia confinaria del Carso triestino, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a controllo ai sensi delle Leggi Doganali un autocarro di immatricolazione ucraina diretto nel territorio italiano.
Sin dai primi accertamenti eseguiti sul posto, né l’autista dell’autocarro né il suo passeggero sono stati in grado di fornire ai militari operanti risposte e tantomeno documentazione tali da consentire la compiuta identificazione della merce trasportata.

I militari, quindi, per poter svolgere ulteriori e più approfonditi accertamenti hanno condotto i soggetti ed il mezzo a Prosecco, presso la sede del Reparto; qui, le ricerche più approfondite eseguite sul mezzo permettevano di rinvenire, abilmente occultati tra bagagli ed altri pacchi, diversi contenitori di bevande alcoliche di origine ucraina, per un totale di circa 500 litri, eccedenti la franchigia relativa ai Paesi extracomunitari in completa mancanza della documentazione di trasporto.
In particolare oltre alla comune birra sono stati rinvenuti diversi cocktail alcolici come ad esempio “Rum cola”, “Sex on the beach”, “Gin tonic”, “Tequila sombrero”, tutti prodotti gravati da accisa (il tributo indiretto applicato sulla produzione e commercializzazione degli alcolici) che non era stata assolta.
I responsabili sono stati segnalati all’Autorità doganale di Trieste per contrabbando di merci in violazione dell’art. 282 del D.P.R. 43/73, Testo Unico delle Leggi Doganali, con l’aggravante di aver commesso il fatto in concorso fra di loro utilizzando mezzi di trasporto appartenenti ad una persona estranea.

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