A Servola è fuggi fuggi di poste, medici e servizi, i residenti: "Almeno chiudono l'area a caldo"

Niente banca, niente tabacchino, un medico in meno e a breve chiude anche l'ufficio postale: Servola non vive la sua età dell'oro ma la chiusura dell'area a caldo fa sperare nel futuro e in molti apprezzano il lavoro della circoscrizione per 'tamponare' i disagi dovuti alla fuga dei privati

Foto: Aiello

Niente banca, niente tabacchino, un medico in meno e l'ufficio postale in chiusura: Servola non sta proprio vivendo la sua età dell'oro ma la prossima chiusura dell'area a caldo fa sperare per il futuro e in molti apprezzano il lavoro della circoscrizione per 'tamponare' i disagi dovuti alla fuga dei privati. Questa è l'aria che si respira in uno dei quartieri più 'reattivi' di Trieste, basti pensare che “dopo l'annuncio della chiusura dell'ufficio postale i cittadini hanno raccolto circa 1600 firme”. A dichiararlo è il presidente della settima circoscrizione, il leghista Stefano Bernobich, che pur non sbilanciandosi in dettagli parla di “possibili sviluppi positivi dopo questa raccolta. I servolani sono molto attenti a ogni minimo allarme e si riuniscono per dar voce alle proteste”.

La circoscrizione al lavoro

“In questi anni sono state fatte alcune cose importanti con la collaborazione della circoscrizione - continua Bernobich -: sono stati realizzati i parcheggi, soprattutto richiesti dai commercianti, abbiamo realizzato un piccolo mercato rionale per sopperire alle chiusure di alcune attività commerciali. Inoltre per Natale anche Servola ha avuto dal Comune il suo albero di Natale e per il Carnevale ci stiamo attrezzando, come l'anno scorso, con le sfilate, comprese quelle delle scuole e dei ricreatori”. 

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Un medico in meno

Molte le proteste per la mancata sostituzione di uno dei medici di base, il dottor Walter Zennaro, “un ambulatorio molto ben organizzato, accogliente, che assisteva più di duemila persone” come spiega l'avvocato Augusto Truzzi dell'associazione Konsumer Trieste per la tutela degli anziani e dei pazienti: “Già molti dottori fanno fatica con le visite a domicilio, occorrono medici di prossimità in una delle città più 'anziane' d'Italia.  Anche spostare i medici a Valmaura non è una soluzione”. Con la chiusura di questo ambulatorio, secondo Truzzi, “il rione potrebbe rimanere privo anche della storica farmacia”, ipotesi che il presidente di circoscrizione esclude categoricamente.

Secondo Bernobich “non è un problema circoscritto a Servola ma anche ad altri rioni, proprio a borgo San Sergio due medici sono appena andati in pensione e ora l'ASUGI deve provvedere alla sostituzione con un bando (qui la replica dell'azienda sanitaria alle proteste in rete). Il processo non sarà comunque immediata e per alcuni mesi i pazienti di quel medico dovranno recarsi in ambulatori più distanti, il che non sarà facile tenendo conto dell'età media”. Sulla questione arriva anche la stoccata del consigliere regionale del gruppo misto Zalukar, secondo cui "che un medico a 70 anni vada in quiescenza è prevedibile, forse bisognerebbe reintrodurre il concetto di programmazione nel sistema sanitario regionale".

L'area ex cinema

Interrogativo aperto anche sull'Area ex cinema, come denuncia un post della Servolana Trieste “a oggi non sappiamo nulla sul futuro di quest'area, nonostante gli innumerevoli sopralluoghi di sindaco e assessori nulla è cambiato, giardino chiuso e campo di basket in stato di abbandono e impraticabile”. 

Interviene prontamente nei commenti l'assessore al patrimonio Lorenzo Giorgi, che parla di difficoltà burocratiche e spiega come “il giardino non rientra nel verde pubblico ma in un'area patrimoniale non ben definita. Stiamo risolvendo queste problematiche”. In particolare, spiega l'assessore, sono stati trovati i fondi per alcuni interventi di messa in sicurezza per l'ex teatro e il giardino, ma non ancora per il più costoso rifacimento del campo da basket. Ottimista Bernobich: “L'area ex cinema è il fulcro di Servola, ci stiamo attivando per effettuare alcuni minimi interventi di sicurezza e darla in gestione. Una nuova apertura potrebbe essere possibile entro la bella stagione”.  

La rivenditoria tabacchi

Molto sentita la chiusura della rivenditoria tabacchi a metà dell'anno scorso, anche se il presidente di circoscrizione non esclude “l'apertura di un'altra attività entro l'anno. Sono molte le voci che, in vista della prossima chiusura dell'area a caldo, testimoniano un rinnovato interesse dei privati per il nostro rione”.

I residenti: "Speranza nella chiusura dell'area a caldo"

Per il momento, tuttavia, “non c'è un posto dove comprare giornali – dichiara la storica residente Bianca Lucia Degrassi, casalinga e nonna -, bisogna andare in via Baiamonti o a Valmaura, le attività a Servola sono ridotte all'osso, c'è una farmacia, una latteria, un negozio abbigliamento, tre bar e basta: vita sociale zero. Manca anche la banca, ormai da due anni. Per fortuna il mercatino rionale voluto da Bernobich funziona e il lavoro della circoscrizione si sente”. 

La speranza della signora Degrassi, condivisa con molti altri residenti, è riposta ancora nella prossima chiusura dell'area a caldo: “finalmente apriremo le finestre, io abito davanti all'altoforno e posso solo esserne felice. I tempi saranno sicuramente lunghi e il mercato immobiliare non si riprenderà da subito, per il momento i prezzi delle case sono ancora bassi. Tuttavia gli ultimi sviluppi porteranno di certo qualcosa di buono, sperando che tutti i lavoratori siano ricollocati”.

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