"Sette giorni in rosa": Hermine Gbedo, mediatrice culturale contro la tratta e lo sfruttamento

Sette donne e sette giorni, il nostro viaggio verso la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne continua, per raccontarvi sette professioniste che occupano una posizione di rilievo a Trieste, ma che nella quotidianità sono soprattutto donne

Dopo l'intervista con l'assessore comunale Serena Tonel, il nostro viaggio verso la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne continua con una personalità femminile fortemente impegnata nel sociale.

Hermine Gbedo

Hermine Gebdo è una mediatrice culturale e componente del direttivo della associazione di promozione sociale Casa Internazionale delle Donne di Trieste. Nata in Benin, si è trasferita in Italia nel 1990 con un visto di studio, prima a Perugia poi a Trieste, dove ha studiato alla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Traduttori e Interpreti, conseguendo la laurea in traduzione. Parla correttamente quattro lingue ed è impegnata nella difesa dei diritti delle giovani donne vittime di tratta. 

"Come socia e mediatrice linguistico culturale del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus - racconta Hermine -, ho a che fare quotidianamente con donne vittime di sfruttamento. Il Comitato è attuatore del progetto regionale il "FVG in rete contro la tratta e il grave sfruttamento" e realizza il programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale di queste ragazze". 

Il CDCP onlus fa parte della Casa internazionale delle donne di Trieste, che riunisce altre otto associazioni tra cui l'Assocazione di Donne Luna e l'Altra (capofila dell'ATS - CID), Assocaizione GOAP, Centro antiviolenza, Assocazione La Settima Onda, Assocazione Gattanera, il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus, Interfemmes, sezione femminile di Interethnos, SIL- Società Italiana delle Letterate, UDI-ZZI Circolo La Mimosa, Cooperativa sociale Cassiopea. 

Una realtà che, come ci spiega Hermine Gebdo, "Nasce l'11 dicembre del 2009 dopo un lungo periodo consultivo e di riflessione tra associazioni femminili storiche di Trieste e opera per il potenziamento, in qualsiasi ambito, dei soggeti autonomi femminili. È un'assocazione laica, apartitica e antifascista che afferma , promuove e tutela i diritti umani con particolare riguardo a quello delle donne. Come riportato nello statuto, una delle azioni primarie è quella di contrastare ogni tipo di violenza psicologica, fisica, sessuale ed economica incluso anche la tortura, la tratta, la schiavitù, la pena di morte e la guerra".  

Quali sono le attività della CID di Trieste?

"La CID-TS pone un particolare attenzione alle donne migranti offrendo un corso gratuito di lingua italiana per il 3 anno consecutivo "Io so fare ... di più", per porre le basi di una cittadinanza interculturale attiva. Inquesto modo le donne migranti, che magari non hanno avuto contatti con l'esterno, possono accedere ad un luogo protetto, oltre ad instaurare contatti con altre donne, che siano triestine o di altre nazionalità. Si è da poco concluso il progetto Conoscere, Condividere, Rispettando le Differenze finaniziato dalla Regione FVG con capofila l'assocazione Interethnos e coordinato da Melit Richter. Sono stati attivati altri corsi per promuovere l'autonomia e l'empowerment femminile come il MIA sull'imprenditoria femminile, il DAL- Donne al Lavoro: percorsi di sviluppo profesionale il progetto COMCITA che ha promosso non solo il primo corso di lingua italiana ma anche una conoscenza dei serivizi esistenti sul territorio come appunto il GOAP, i consultori familiari, ecc. Un'altro servizio che viene offerto durante il corso di lingua italiana è il baby-sitting gratuito per le donne. Altri progetti della CID sono l'editoria femminile indipendente della Casa Editrice no profit Vita Activa, il Servizio Civile per giovani donne. La CID-TS è anche sede per i percorsi alternanza scuola lavoro e per i tirocini universitari". 

Come si fa ad aiutare una donna manipolata, maltrattata e ridotta al silenzio?  

"Dando una corretta informazione. Tra le numerose attività svolte alla Casa Internazionale delle Donne di Trieste, vi è anche l'ascolto, l'accoglienza e l'orientamento ai servizi presenti sul terriorio,  con invio al GOAP, che è uno de partner della CID- TS. Una donna in difficoltà che sta magari affrontando una situazione di violenza ha necessità di sapere che non è sola e che può rivolgersi ad operatrici preparate e professionali". 

Come si interviene nella società per sostituire la violenza con il rispetto?  

"È fondamentale porre le basi di rispetto e di non violenza verso l'altra/o già dalla bassa età. L'auspicio è che si cominci in seno alla famiglia ed anche nelle scuole. Coltivare l'attenzione all'altra/o attraverso il dialogo continuo, la conoscenza di modi di fare diversi, di nuove culture e soprattuto il rispetto dell'altra persona sono valori essenziali per riuscire a costruire una società più giusta. È anche importante salvaguardare i diritti acquisiti".

Le iniziative proposte dalla Casa Internazionale delle donne di Trieste in occasione della Giornata mondiale contro la violenza contro le donne sono:

Giovedì 22, alle 17.30 in via Pisoni 3: presentazione della tesi di ricerca etnografica di Anna Riondino: La tratta delle donne dalla Nigeria. 

Mercoledì 28/11, alle 17.30  al Civico Museo Revoltell in Via Diaz 27, Spettacolo teatrale "E' oro quello che hai fra le dita ..." L'inclinazione che fa emergere la verità di una donna. Racconto scenico di Luisa Cividin, Renata Millo e Dino Pacco del Teatro degli Intoppi. 

E' in corso la mostra fotografica "R come Relazione" - progetto artistico del duo di fotografi Elisa Biagi e Francesco Chiot he indaga le emozioni, le aspettative, i gesti che "mettono in pratica" la relazione tra le persone. La mostra sarà visitabile fino al 21 dicembre. Sono previsti laboratori artistici durante tutto il periodo della mostra. 

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