Sicurezza, Serracchiani: «Grazie al personale della questura di Trieste»

Incontro sul controllo del territorio tra la presidente della Regione Debora Serracchiani e il questore del capoluogo giuliano, Isabella Fusiello

Un controllo del territorio svolto con professionalità e competenza in un contesto in cui, dall'immigrazione al Porto, dalla delinquenza comune agli atti di violenza all'interno delle famiglie, la sicurezza assume una valenza fondamentale nella qualità della vita dei cittadini.
Questo il concetto emerso nel corso dell'incontro che si è tenuto oggi a Trieste tra la presidente della Regione Debora Serracchiani e il questore del capoluogo giuliano, Isabella Fusiello.
E proprio in riferimento alla questione migratoria, da parte della Regione è stata ribadita la necessità di un significativo intervento a livello parlamentare sugli strumenti legislativi a disposizione delle forze dell'ordine, a fronte della scarsa adeguatezza delle norme in vigore.

«Voglio esprimere un ringraziamento sincero agli uomini e alle donne della questura di Trieste che garantiscono quotidianamente con professionalità e competenza la sicurezza di quasi 200mila persone», ha affermato Serracchiani nel corso dell'incontro.
In riferimento a quanto accaduto a Macerata, Serracchiani ha auspicato che «indipendentemente dal segno politico o ideologico che le ispira, vi sia una maggiore attenzione all’uso di espressioni allarmistiche declinate in maniera inappropriata alla situazione triestina».
La presidente si è anche soffermata sugli episodi di violenza che coinvolgono le donne «una piaga che non conosce appartenenza etnica e da cui purtroppo Trieste non è risparmiata», informandosi sulla capacità di accoglienza delle case protette «su cui potremmo allocare ulteriori risorse nel prossimo assestamento».
Ricordando la situazione di tutela cui è sottoposta, Serracchiani ha rivolto «un particolare pensiero alle unità della Digos, che in questi anni mi hanno accompagnato nel corso dei miei impegni, mettendo in evidenza un lato umano che ha contribuito ad eliminare ogni disagio legato generalmente a questo tipo di situazioni».

Un apprezzamento è stato espresso dal questore al sistema dell'accoglienza diffusa, che a Trieste ha prevenuto in molti casi quelle situazioni di concentrazione che in altre città hanno portato la popolazione locale alla percezione di un non trascurabile senso di disagio.
All'interno di questo contesto l'Amministrazione regionale ha sottolineato l'ottimo clima di collaborazione istituzionale con la polizia, la quale garantisce un capillare controllo del territorio grazie a 500 uomini e donne della Questura, a cui si sommano altri mille delle altre forze, che quotidianamente operano al servizio dei cittadini.
In particolar modo, in un'ottica transfrontaliera, Fusiello ha rimarcato l'efficacia del rapporto operativo a livello investigativo con la polizia slovena, la quale è in grado di offrire anche un raccordo con gli apparati dei paesi limitrofi come la Croazia.

Per quel che riguarda la gestione della sicurezza nei punti caldi della città, il questore ha ricordato il pattugliamento costante della zona della stazione ferroviaria, così come di altre aree di Trieste in cui la vicinanza delle forze dell'ordine da parte della cittadinanza è maggiormente richiesta.
In un contesto più ampio la Regione ha segnalato in chiave futura gli eventuali rischi di infiltrazione della criminalità organizzata legati al regime di punto franco del porto, evidenziando come l'Università di Trieste abbia assegnato delle borse di studio per delle tesi di laurea dedicate a questo tema.
Infine è stato affrontato il tema degli spazi che, con il contributo della Regione, potranno essere messi a disposizione della Questura a fronte della necessità di trovare una soluzione funzionale ai carichi di lavoro e alle esigenze di determinati uffici.

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