Sindacati: «Pubblico impiego in trincea contro i tagli. Dalla regione 2 mila a Roma»

10.23 - Cgil, Cisl e Uil: «Non siamo il bancomat del Governo». In piazza anche scuola e terzo settore

Tutto il pubblico impiego, allargato anche alle aziende degli appalti e al terzo settore, tutte le sigle confederali. Quella di sabato a Roma sarà la prima manifestazione che porterà in piazza l’intero mondo del lavoro pubblico, che sfilerà con le bandiere dei sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil. In 2.000 arriveranno dal Friuli Venezia Giulia, come hanno annunciato questo pomeriggio a Udine i segretari regionali del pubblico impiego e della scuola, compatti nel denunciare i tagli subiti anche in regione sia negli organici sia ai salari, fermi al 2009 a causa del blocco dei contratti.

I TAGLI. Se a livello nazionale i posti di lavoro persi negli ultimi cinque anni sono 310mila, per un risparmio stimato di 8 miliardi di euro all’anno, gli effetti sono consistenti anche in regione. A fornire le cifre Massimo Bevilacqua, Mafalda Ferletti e Luca Tracanelli, segretari Cgil-Cisl-Uil del pubblico impiego, che hanno parlato di oltre 2.000 posti persi per la mancata copertura del turnover, di cui 1.200 nel comparto Regione-enti locali, dove i risparmi stimati per i Comuni sono di 42 milioni all’anno. A questi si aggiungono 9 milioni di ulteriori risparmi, sempre all’anno, derivanti dal mancato rinnovo del contratto del comparto, fermo anch’esso al 2009.

LA SCUOLA. Al conto dei 2mila posti cancellati nel pubblico impiego ne vanno aggiunti altrettanti nella scuola, effetto dei tagli della riforma Gelmini, che ha sfoltito gli organici di docenti e di Ata. Anche in questo caso, come sottolineato dai segretari regionali di categoria Donato Lamorte (Cisl scuola) e Adriano Zonta (Flc-Cgil), vige il blocco dei contratti, cui si somma il problema del taglio dell’anzianità. Sotto pressione anche il mondo dell’università, della ricerca e della formazione.

GOVERNO E REGIONE. Sotto accusa le politiche del Governo Renzi: «Un esecutivo giovane – denunciano Cgil, Cisl, Uil – ma che ha messo in campo la vecchia politica dei tagli lineari, colpendo pesantemente i servizi pubblici e la scuola, con ripercussioni non soltanto sui dipendenti pubblici, ma su tutti i cittadini». Quanto alle politiche della Giunta regionale, i sindacati riconoscono una disponibilità al confronto che si è manifestata anche nella riforma sanitaria appena approvata e in quella in discussione degli enti locali, ma sottolineano come le scelte sui tagli e sul blocco dei contratti, vedi quello del comparto unico, siano in linea con quelle nazionali.

BANCOMAT. Salatissimo il conto del mancato rinnovo dei contratti, costato mediamente 5mila euro complessivi a dipendente dal 2009, per una perdita del potere d’acquisto che varia dal 3 al 7%. Il tutto, precisano i sindacati, a fronte di salari mensili medi di 1.200 euro e di un costo del pubblico impiego rispetto al Pil pari al 10,5%, contro l’11,5% della Gran Bretagna, il 13% della Francia e una media superiore al 15% nei paesi scandinavi. «Il pubblico impiego non può continuare a fare da bancomat per il Governo di turno»: questo il messsaggio che Cgil, Cisl e Uil lanciano con la manifestazione di sabato, indetta per rivendicare la difesa dei servizi pubblici, dalla sanità finoi alla scuola e al comparto università-ricerca, e il diritto al contratto dei 3,2 milioni di lavoratori pubblici italiani. Duemila, come detto, quelli che arriveranno in treno e in pullman dal Fvg, in rappresentanza di circa 60mila lavoratori.

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