Sociale, Telesca: «Favorire soluzioni abitative per anziani e disabili»

«Il documento si propone di favorire il completamento delle sperimentazioni già intraprese con la delibera regionale del 2015 e di indirizzare verso soluzioni abitative alternative alle strutture residenziali sia la popolazione anziana non autosufficiente sia le persone con disabilità che prima non erano comprese»

Consolidare da un lato il percorso sperimentale già avviato nel 2015 e volto a favorire soluzioni abitative che incentivino la permanenza in un contesto familiare degli anziani in condizione di fragilità e, dall'altro, dare un rinnovato impulso a nuove sperimentazioni così da sviluppare forme abitative innovative che comprendano anche le persone con disabilità. Sono questi i principali obiettivi delle nuove linee guida sulle sperimentazioni in materia di abitare possibile e domiciliarità innovativa approvate dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore alle Politiche sociali del Friuli Venezia Giulia, Maria Sandra Telesca.

«Il documento - ha chiarito Telesca - si propone di favorire il completamento delle sperimentazioni già intraprese con la delibera regionale del 2015, con cui erano state approvate le precedenti linee guida in materia, e di indirizzare verso soluzioni abitative alternative alle strutture residenziali sia la popolazione anziana non autosufficiente sia le persone con disabilità che prima non erano comprese».

Le linee guida approvate ridefiniscono, infatti, i requisiti minimi per l'avvio dei percorsi sperimentali, adeguandoli al nuovo target rappresentato dalle persone con disabilità.

«Con questo nuovo strumento - ha evidenziato Telesca - rilanciamo il tema dell'innovazione nel settore dei servizi residenziali per anziani e per disabili, incoraggiando iniziative per la sperimentazione di soluzioni abitative avanzate in grado di riprodurre le caratteristiche dell'ambiente familiare e di offrire una concreta alternativa alle forme di residenza tradizionali sempre in un'ottica di inclusione sociale».

Nel dettaglio, la domiciliarità innovativa, come ha informato l'assessore, è una soluzione abitativa sperimentale rivolta all'assistenza di persone anziane in condizioni di parziale o totale non autosufficienza, nonché a persone con disabilità e realizzata in alloggi di civile abitazione personalizzabili con arredi e complementi in uso esclusivo alle persone residenti e attribuiti, di norma, attraverso contratto di locazione.

Abitare possibile è, invece, una forma abitativa sperimentale a carattere residenziale o diurno, integrata con i servizi socioassistenziali e sociosanitari territoriali, alternativa alle strutture residenziali per anziani. La sperimentazione è rivolta all'assistenza di persone di età non inferiore ai 65 anni in condizioni di parziale o totale non autosufficienza e di fragilità, nonché a persone con meno di 65 anni le cui condizioni psico-fisiche siano assimilabili a quelle geriatriche.

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